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Ex consiglieri regionali chiedevano l’aumento del vitalizio ma il giudice dice no

Per loro era incostituzionale che il vitalizio non venisse incrementato sulla base dell’indice Istat. Per il Tribunale la legge regionale che ha congelato l’automatismo dell’aumento per il triennio 2023-2025 «è un legittimo contenimento della spesa pubblica». 

Per la seconda volta il Tribunale di Firenze respinge l’accusa di diversi ex consiglieri regionali di incostituzionalità del blocco dell’indicizzazione sui vitalizi che arrivano ogni mese e costano (dato 2025) oltre 5 milioni di euro complessivi a favore di più di 180 beneficiari tra diretti e familiari degli ex politici. 

Sono stati 18 gli esponenti della consiliatura 2010-2015 che con il ricorso chiedevano anche gli arretrati sul calcolo Istat pieno e non ridotto per effetto di due provvedimenti del 2015 e del 2019.

Sul punto della costituzionalità del blocco dell’indicizzazione, il giudice Adriana Mari risponde che il tema è materia delle Regioni e non ci sono elementi di incostituzionalità. Passando poi nel merito del congelamento «la misura adottata dalla Regione deve ritenersi non solo rispettosa del principio di leale collaborazione tra enti ma anche dell’obiettivo posto dalla legge n.145/2018 di contenimento della spesa pubblica».

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