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Politica

Destra estrema e sinistra populista avanzano in coppia

The voting result is determined from the ballot papers that are opened for counting

Renzo Ponzecchi.

Continuare a dire che gli elettori di estrema destra sono poco alfabetizzati, poveri,  con la frustrazione di essere esclusi, non aiuta. Respinge, perché la capacità dei movimenti di estrema destra di incidere sull’elettorato povero nasce dall’intreccio tra condizioni materiali difficili e una narrazione politica semplice, diretta, spesso brutale, che promette risposte immediate a problemi complessi. Nelle fasce sociali più esposte alla precarietà, alla disoccupazione, alla marginalità urbana, cresce la sensazione di essere stati abbandonati dalle istituzioni e ignorati dalla politica tradizionale. È in questo vuoto che l’estrema destra si inserisce, offrendo un linguaggio che non teme il conflitto, che individua nemici chiari e che trasforma la frustrazione in identità politica. La povertà non è solo mancanza di reddito: è mancanza di voce, di rappresentanza, di prospettiva. Quando le persone vivono in quartieri dove i servizi arretrano, dove il lavoro è intermittente, dove la mobilità sociale sembra bloccata, diventano più vulnerabili a messaggi che promettono protezione, ordine, appartenenza. I movimenti di estrema destra costruiscono un racconto che parla direttamente a questa vulnerabilità: dicono “noi vi vediamo”, “noi siamo dalla vostra parte”, “noi difendiamo ciò che avete e ciò che siete”. È un messaggio che non offre soluzioni strutturali, ma offre una comunità emotiva, un senso di riscatto immediato, la possibilità di trasformare la rabbia in forza politica. A questo si aggiunge la capacità di semplificare la realtà: la crisi economica diventa colpa di élite lontane, la competizione sociale diventa colpa di minoranze o nuovi arrivati, la complessità globale viene ridotta a un tradimento contro il popolo. Per chi vive in condizioni di povertà, questa semplificazione può apparire come chiarezza, come verità finalmente pronunciata senza filtri. L’estrema destra non si limita a parlare ai poveri: li interpreta, li rappresenta simbolicamente, li trasforma in protagonisti di una battaglia politica che sembra finalmente dare loro centralità. Trump ne è un esempio. È una strategia che funziona perché si radica nel disagio reale, nella solitudine sociale, nella sfiducia verso istituzioni percepite come distanti. Contrastare questa capacità non significa solo smontare la propaganda, ma ricostruire legami, offrire politiche credibili, restituire dignità e ascolto a chi vive ai margini. Perché dove la politica democratica arretra, l’estrema destra avanza, e lo fa parlando proprio a chi ha meno, promettendo ciò che nessuno ha più avuto il coraggio di promettere: attenzione, protezione, identità. Nell’intera europa la destra estrema  avanza. E se non avanza la destra estrema, avanza la sinistra populista che su certi temi ne è compagna. Fanno coppia nell’essere antioccidentale, antieuropeista, antisemita.

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