Da Molinari a Giorgetti, da Zaia a Fedriga, i leghisti vogliono riportare Salvini al Viminale
La Lega cerca di riorganizzarsi in vista delle elezioni politiche e l’agenzia Agi racconta i retroscena del consiglio federale. Il vice segretario veneto, il presidente Alberto Stefani, dà la disponibilità a rimettere le sue deleghe al segretario. Nessuno, durante la riunione, mette in discussione la leadership di Salvini. Il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo parla di “perdita di credibilità per responsabilità di tutti”. E in molti, nei loro interventi (Zaia, Fedriga, i capogruppo Romeo e Riccardo Molinari, il ministro Giancarlo Giorgetti) ricordano le capacità mostrate quando Salvini era alla guida del Viminale. A quanto si apprende, in quasi tutti gli interventi viene chiesto al segretario di tornare a rivendicare la guida del ministero dell’Interno.
Salvini non dice nulla, lascia parlare e ascolta tutti, ringraziando per il confronto franco e costruttivo, invitandoli al prossimo federale per proseguire nel lavoro. Il capogruppo della Lega alla Camera, Molinari, secondo quanto viene riferito, sottolinea la necessità di mettere dei “paletti” duri contro Vannacci e allo stesso tempo non nasconde la possibilità che l’ex generale possa attingere proprio dal centrodestra il suo consenso.
Da qui l’idea messa sul tavolo: sulla sicurezza il governo sta facendo molto ma serve un politico che sappia spiegare i risultati portati a casa: se Fratelli d’Italia insiste sulla legge elettorale, va benissimo, ma a questo punto dia la possibilità alla Lega di “riportare” Salvini al Viminale. L’ipotesi di un rilancio del “nordismo” è tra gli oggetti di confronto più accesi, con le critiche di alcuni esponenti del Sud alle osservazioni di Romeo. Ma tutto poi si risolve. L’altro argomento di discussione è come porsi di fronte alle insidie rappresentate dal partito fondato da Vannacci. La linea prevalente è quella del segretario: evitare di parlare del generale.
Squadra e obiettivi governo: la Lega punta, quindi, al cambio di passo. Nel consiglio federale non si parla solo dell’indirizzo che deve portare avanti la Lega, ma anche di quello del governo. La richiesta, spiegano fonti che hanno partecipato alla riunione, è quella di far sì che l’esecutivo si dia da qui a fine legislatura alcune priorità e che all’interno di questo quadro il partito di via Bellerio abbia la libertà politica di potersi connotare per la realizzazione di determinati obiettivi. Una sorta di cambio di passo, dunque.





