Cina, le prodezze economiche e la mancanza delle libertà civili
Fabrizio Galimbertis su InPiù scrive sulla Cina. Napoleone aveva ragione: “Quando la Cina si sveglierà, il mondo tremerà”; la celebre profezia, pronunciata nel 1816 (e poi ripresa da Lenin poco prima di morire), va ad avverarsi. Come sempre succede, i segni premonitori durano da tempo: per esempio, è ormai da anni che la Cina è in testa, anno dopo anno, al numero annuale di brevetti registrati nel mondo. E, dal 2104, è anche la prima economia del mondo, solo che il Pil sia misurato tenendo conto dei diversi livelli di prezzi (parità di potere d’acquisto). Una spinta alla primazia cinese l’ha certamente data, in questi mesi, il presidente della potenza rivale, gli Stati Uniti. Prima con la guerra commerciale, che aveva come primo bersaglio la Cina: i cinesi, con confuciano distacco, hanno tenuto testa ai dazi, che si sono rivelati più dannosi per gli Usa che per il resto del mondo. Poi, con la guerra-guerra in Iran, Trump si è cacciato in un vicolo cieco, mentre la Cina ha tenuto testa alla carenza di greggio, e si è limitata a osservare, con benevolo piglio, le giravolte del Presidente americano.
Nel recente incontro al vertice fra Xi Jinping e Trump – subito seguito da quello con Putin – è apparso chiaro chi fosse in più cattive acque. Il Presidente cinese si è perfino permesso di citare la ‘trappola di Tucidide’, quasi irridendo agli sforzi dell’America di Trump, che cerca affannosamente di non farsi scalzare dal podio. Detto questo, non è certo tutt’oro quel che riluce nel Celeste Impero. Ormai da tempo molti osservano che vi è una rotta di collisione fra prodezze dell’economia e mancanza di libertà civili. Per quanto tempo i cinesi saranno disposti a scambiare il benessere crescente con la censura e il controllo minuto delle loro esternazioni? Ce lo domandiamo da tempo: tuttavia, finora la ‘collisione’ non c’è stata, a parte i fisiologici mugugni. E a ritardare la collisione c’è stato anche l’orgoglio nazionale per i primati della Cina nel mondo. Ma non è detto che prima o poi non arrivi…





