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Che cosa c’è dietro le dimissioni di tre rettrici di università dal vertice della Crui

Il Corriere della Sera approfondisce il caso delle tre rettrici di università che si sono dimesse dalla giunta della Crui. La prima a fare un passo avanti e di lato è stata la rettrice della più grande università italiana e d’Europa: Antonella Polimeni della Sapienza, che a giugno ha scritto una lettera alla presidente della Conferenza dei rettori Laura Ramaciotti, spiegando che non c’erano più le condizioni per lavorare in armonia in Giunta, cioè nell’organo di indirizzo della Crui. A luglio è stata la volta di un’altra rettrice di un’università di primissimo piano: la Statale di Milano. Marina Brambilla ha scelto un’occasione pubblica come quella dell’assemblea della Crui per annunciare la sua indisponibilità a continuare a esercitare la sua delega al diritto allo studio. «Mi sono dimessa – spiega ora Brambilla – perché ho ritenuto che non ci fossero le condizioni per poter esercitare la mia delega sul tema del diritto allo studio, dell’Housing, del rapporto con i poli penitenziari e sul tema della disabilità e dei disturbi dell’apprendimento, nella modalità che ritengo corretta e quindi efficace, ossia con l’autorevolezza e l’autonomia che credo debbano caratterizzare per sua natura il mandato della conferenza dei Rettori». 
E’ trascorsa anche l’estate e, mentre in alcuni atenei italiani sono tornate le «acampade» degli studenti in tenda che protestano contro la mancanza di posti letto e più in generale di un autentico sostegno agli studi, il suo posto in commissione risulta ancora vacante. 

Nel frattempo però a settembre si è fatta da parte la rettrice di Firenze Alessandra Petrucci: anche lei ha comunicato alla presidente Ramaciotti che non se la sentiva più di portare avanti la sua delega (Petrucci coordinava la Commissione Didattica) anche se, per senso di responsabilità, sarebbe rimasta in Giunta. Di donne in giunta, a questo punto, restano solo lei e la presidente: un passo indietro significativo per un organismo che a lungo è stato declinato solo al maschile ma che a febbraio del 2022, durante il mandato del quartultimo presidente della Crui Ferruccio Resta del Politecnico di Milano, aveva visto per la prima volta l’elezione di tre donne: Polimeni, Petrucci e Tiziana Lippiello, che nel frattempo ha terminato il suo mandato di rettrice a Ca’ Foscari.

Non è solo questione di quote rosa. Il malumore per alcune nuove nomine, il peso crescente delle università più piccole e la mancanza di iniziativa nel confronto politico hanno reso il clima, nel solitamente felpato Palazzo Rondanini, piuttosto burrascoso.

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