Bruno Valentini: “Togliamo Mps dal nome, meglio chiamarla Fondazione Siena”
Bruno Valentini*.
Un dibattito sulla funzione e sulle prospettive della Fondazione Monte dei Paschi di Siena è sicuramente opportuno. Sia sullo Statuto che sulla “missione”. Lo statuto era un abito su misura per un ente che controllava il 51 per cento di una grande banca e prefigurava un equilibrio di potere fra enti nominanti, in modo da dare un ruolo importante ma non dominante al Comune così come agli Enti Locali. Questi ultimi soggetti ed il Ministero dell’economia dovrebbero incontrarsi ed aggiornare le norme statutarie. A mio parere l’attuale Fondazione dovrebbe prendere atto della impossibilità di influire sulla gestione della banca, se non (magari insieme ad altre Fondazioni di origine bancaria) come punto di riferimento istituzionale in una compagine azionaria vasta e privatistica. Il cambio nominale frutto di un eventuale abbandono della denominazione Mps non farebbe che prendere atto della situazione di fatto. Togliendo di mezzo un termine equivoco che produce solo confusione. La Fondazione Siena dovrebbe concentrarsi sulle attività proprie (come l’accademia Chigiana) e sulla promozione e finanziamento delle attività economiche, sociali e culturali del territorio che siano meritevoli. Dovrebbe essere posto un limite (anche formale) alla distribuzione di utili in modo che il patrimonio residuo non possa essere intaccato. Ossia occorre evitare che i mezzi propri finanziari della Fondazione possano essere depauperati distribuendo finanziamenti ed aiuti in misura superiore agli utili prodotti attualmente. Insisto su questo punto perché periodicamente leggo delle tentazioni (ad es. nella maggioranza di destra che governa il Comune di Siena) di impiegare parte del patrimonio della Fondazione in investimenti esterni. Sarebbe esiziale perché comprometterebbe l’esistenza stessa della Fondazione. Che – è bene ricordare- si deve solo alla azione della presidente Mansi (sostenuta da me quand’ero Sindaco di Siena e dall’allora presidente della Provincia Bezzini) che ebbe il coraggio di resistere alle manovre di Profumo dicendo di No alla svendita delle azioni MPS a prezzi stracciati. Nel 2014 la Fondazione si emancipo’ dal debito (autorizzato a suo tempo dal ministro Tremonti) vendendo a prezzi remunerativi le azioni Mps oppignorate. Grazie anche a transazioni successive gestite dalla presidenza di Carlo Rossi, oggi il patrimonio libero della Fondazione ammonta a circa 600 milioni e sono gli utili che produce le sole risorse a dover essere distribuite esternamente. Di conseguenza tagliamo l’ultimo cordone ombelicale con la banca togliendo la denominazione Mps alla Fondazione. Ormai è solo una definizione ipocrita e nostalgica. E stabiliamo anche dei limiti alle erogazioni in modo da non intaccare il patrimonio rimasto.
*Bruno Valentini è stato sindaco di Siena





