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Banca Mps, non ci sono più i democristiani di una volta

Stefano Bisi.

Alla vigilia dell’assemblea degli azionisti avevamo scritto: “Finora Siena era rimasta colpevolmente in silenzio sulle vicende che riguardano le nomine del nuovo consiglio di amministrazione della Banca Monte dei Paschi. Finalmente qualcuno ha rotto il silenzio e ha parlato. E’ il presidente della Fondazione Mps Carlo Rossi (nella foto), che in occasione del bilancio di fine mandato (non è rieleggibile) ha parlato chiaro: ‘Il licenziamento di Luigi Lovaglio è un tema che la comunità senese non ha capito. La gente mi ferma per strada e mi chiede se siamo tutti pazzi, abbiamo trovato un manager che ha salvato la banca e lo licenziamo’” Poi avevamo aggiunto: “Rossi non dice il voto che esprimerà all’assemblea degli azionisti ma indirettamente, con questa dichiarazione, lo fa capire in maniera chiara”. Credevamo che lo avesse espresso in maniera chiara ma era una nostra sbagliata deduzione: se la Fondazione dice che il licenziamento di Lovaglio non si è capito, la scelta coerente doveva essere il voto per la lista che comprende l’ex ad, invece all’assemblea degli azionisti Rossi ha annunciato che non voterà sulla governance. Un tempo si sarebbe detto che è una posizione democristiana, ma qui si va oltre. Non ci sono più i democristiani di una volta.

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