Approvato il piano faunistico venatorio e la Toscana diventa modello di sostenibilità tra ambiente, agricoltura e caccia
Il Consiglio regionale ha approvato il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, lo strumento di programmazione che definisce gli indirizzi per la gestione della fauna selvatica e del territorio agroforestale. Un atto atteso che punta a coniugare la tutela della biodiversità, la salvaguardia degli ecosistemi, il sostegno alle attività agricole e una gestione sostenibile dell’attività venatoria, tenendo conto delle trasformazioni sotto il profilo faunistico, ambientale, agricolo e rurale che negli ultimi anni hanno interessato il territorio toscano.
“Con l’approvazione del Piano Faunistico Venatorio la Toscana si dota di uno degli strumenti di pianificazione più importanti, complessi e attesi. Il Piano è il risultato di un lungo lavoro e confronto tra istituzioni, uffici, associazioni e portatori di interesse e rappresenta un buon punto di equilibrio tra la tutela dell’ambiente e della biodiversità, la valorizzazione del settore agricolo e delle sue imprese, la gestione della fauna selvatica e lo svolgimento dell’attività venatoria. È un atto di pianificazione capace di affrontare le criticità del presente, ma anche di indicare una prospettiva chiara: costruire una convivenza sempre più sostenibile tra interessi delle comunità locali, patrimonio ambientale e presenza faunistica. La Toscana, per le caratteristiche del proprio territorio e per il percorso compiuto in questi anni, ha tutte le condizioni per essere un punto di riferimento nazionale in questo ambito”. È quanto dichiarano Simone Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale, Brenda Barnini, consigliera regionale Pd e presidente della commissione sviluppo economico e rurale, eGianni Lorenzetti, consigliere regionale Pd e presidente della commissione territorio e ambiente.
Tra gli obiettivi principali vi sono la tutela della piccola fauna selvatica e degli habitat naturali, il miglioramento della qualità ambientale, una presenza sostenibile degli ungulati, la riduzione dei danni alle produzioni agricole e il rafforzamento della sicurezza, anche attraverso la diminuzione dell’incidentalità stradale causata dalla fauna.
“È questa la sfida che il Piano affronta: promuovere una gestione equilibrata della fauna selvatica, capace di tenere insieme tutela della biodiversità, salvaguardia dell’agricoltura, dentro una visione complessiva di sostenibilità. In questo percorso anche il mondo venatorio deve essere coinvolto, valorizzando il rapporto di collaborazione tra istituzioni, volontariato e associazionismo”, continuano Bezzini, Barnini e Lorenzetti.
Il testo arriva all’approvazione definitiva dopo un articolato percorso di approfondimento nelle Commissioni Seconda e Quarta del Consiglio regionale, che ha visto un ulteriore confronto con i soggetti interessati e l’esame delle osservazioni presentate nella fase successiva all’adozione del Piano.
“Il Piano Faunistico Venatorio Regionale dovrà essere uno strumento dinamico e verificabile, capace di misurare i risultati raggiunti – concludono Bezzini, Barnini e Lorenzetti – È con questo approccio che la Toscana può consolidare una programmazione moderna, fondata su dati aggiornati, valutazioni scientifiche trasparenti e un confronto continuo con tutti i soggetti coinvolti.”





