A Prato i candidati sindaci del centrodestra cadono uno dopo l’altro
Cadono uno dietro l’altro i possibili candidati sindaco del centrodestra a Prato. La Nazione fa un elenco di bocciature. Un altro candidato “bruciato” sul falò delle polemiche del centrodestra. Dopo Irene Sanesi, candidatura durata 24 ore, è stata la volta di Antonio Sangermano che ha detto “grazie, ma anche no” e ha salutato quelli che potevano diventare i compagni d’avventura. Marco Barone è tornato al codice penale e alle arringhe dopo l’esperienza del Comitato pratese per il no, “sedotto” dalla nobile idea della disponibilità per esigenze collettive e abbandonato dopo il 23 marzo alle 15,01. Nel frattempo il proposto della Misericordia Gianluca Mannelli, altro nome candidabile, ha pensato bene di rimanere sotto coperta e di non mettere mai il naso fuori sullo scenario politico (ed ha fatto bene) mentre l’ultima nominata, la notaia Alessia Galdo non ha solo messo le mani avanti, ma ha detto “categoricamente” di non saperne niente e anche di non volerne sapere niente specialmente dopo il martedì divisivo del nulla di fatto. Un rinvio che sa di rottura bloccata all’ultimo minuto: un centrodestra che esce dilaniato dalle ultime trattative.
“Un tiro al piattello” si dice in casa Fratelli d’Italia, il partito locomotiva della coalizione, che ha scelto finora la strada civica per cercare di annullare il divario (non troppo ampio) tra le due coalizioni. Ma il civico targato FdI non ha mai fatto tre passi di seguito. Per veti e controveti che alimentano la bufera che soffia da tempo tra i tre partiti (Fratelli, Forza Italia, Lega con Noi moderati e Udc a chiudere l’alleanza) e anche dentro i singoli schieramenti (azzurri e meloniani in primo luogo). Fratelli d’Italia punta il dito contro Forza Italia che ha sempre detto no ad un’alternativa a Rita Pieri, ex assessora della giunta Cenni, capogruppo azzurra all’ultimo consiglio comunale, simbolo forzista in città da sempre (o quasi). Lanciata da Silli alla cena di Natale della coalizione, per Pieri da allora non c’è stato un grande augurio di farcela fino in fondo da parte di alcuni del suo stesso partito (notorio il ’non rapporto’ tra lei e la deputata Erica Mazzetti, nella foto) e da parte di Fratelli d’Italia che da una parte la definiva “figura rassicurante” e dall’altra cercava con insistenza un nome civico per aggregare, spingere al voto chi era rimasto a casa, conquistare qualche voto nel centro moderato.
Pieri, indebolita dalla strategia contro di FdI che non credevano in lei come “simbolo del rinnovamento di cui ha bisogno il territorio con una spinta nuova”, ieri ha ricevuto il sostegno chiarissimo dei vertici del suo partito. A livello regionale e nazionale. Una boccata di ossigeno per ridare vigore ad una politica particolarmente provata dagli ultimi giorni.
“Per Forza Italia, Rita Pieri è la migliore candidatura a sindaco per Prato. La proponiamo con spirito costruttivo ed evitando polemiche e contrapposizioni, ma facendo appello al realismo e alla unità del centrodestra. Consapevoli dell’importanza della sfida, auspichiamo tempi rapidi” hanno messo su bianco il senatore Maurizio Gasparri, responsabile nazionale Enti locali di Forza Italia e il segretario regionale del partito toscano, Marco Stella.




