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Sarabanda su Scaramelli, minacce di ricorsi, esposti e interrogazioni sul nuovo garante per l’infanzia

Stefano Bisi.

Che Stefano Scaramelli (nella foto) sia stato nominato garante regionale per l’infanzia per una sorta di risarcimento per la mancata elezione in consiglio regionale è un dato di fatto. C’è poco da discutere. Chi dice che non è così è un ipocrita. Ma che su questa nomina si alzi una sarabanda con minacce, addirittura, di ricorsi, esposti e interrogazioni in parlamento è una vergogna. Scaramelli, esponente di Italia Viva, è stato sindaco piddino di Chiusi, poi presidente della commissione affari sociali e infine vicepresidente del consiglio regionale. Nella sua attività di amministratore pubblico ha sostenuto la creazione del pronto soccorso pediatrico al policlinico senese delle Scotte, iniziativa realizzata che ha qualche attinenza con l’infanzia, se non sbaglio.

I detrattori di Scaramelli dicono che non ha le competenze tecniche, ma al garante dell’infanzia non viene chiesto di fare il maestro dell’asilo o della scuola elementare, lo psicologo o il neuropsichiatra infantile, ma ha il dovere di creare gli strumenti affinché un bambino possa crescere sano nell’ambiente familiare, scolastico, sociale e il neo nominato sarà capace di assolvere a questa funzione? Vediamolo all’opera e poi giudichiamo, magari confrontandolo con chi lo ha preceduto da quando è stata istituita la figura del garante per l’infanzia.

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