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Parigi, sventato attentato al Louvre: in manette 27enne che puntava alla comunità ebraica

Ariel Piccini Warschauer.

L’ombra del jihad torna ad allungarsi sul cuore della Francia, sfiorando i simboli dell’arte universale e la vita quotidiana della comunità ebraica parigina. Un giovane tunisino di 27 anni è stato arrestato e messo sotto inchiesta dalla procura antiterrorismo francese con l’accusa di aver pianificato un’azione violenta di matrice islamista. Gli obiettivi, secondo quanto trapelato dagli inquirenti, erano chiari nella loro ferocia: il Museo del Louvre e il XVI arrondissement, zona dove risiede una folta e attiva comunità ebraica.

Il piano: tra strage e “Hijra”

L’uomo, la cui identità non è stata ancora resa nota integralmente, non si limitava a sognare il martirio in terra francese. Secondo la magistratura di Parigi, il sospetto stava conducendo una doppia vita operativa. Da un lato, la pianificazione di un attentato «senza obiettivi precisi» ma localizzato in aree ad altissima densità simbolica; dall’altro, l’organizzazione di una “hijra”, l’esilio verso le terre del sedicente Stato Islamico.

Le rotte individuate dai servizi di sicurezza mostrano la pericolosa duttilità delle reti terroristiche odierne: il 27enne era pronto a partire per i fronti caldi in Siria o per le nuove enclave jihadiste in Mozambico, segno di un legame ideologico forte con il network globale dell’ISIS.

Il Louvre e il 16° arrondissement nel mirino

È stato il quotidiano Le Monde a rivelare i dettagli che hanno fatto rabbrividire la capitale francese. Il sospetto avrebbe fatto esplicito riferimento al Louvre, il museo più visitato al mondo, già teatro in passato di aggressioni ai militari dell’operazione Sentinelle. Ma non c’è solo l’arte nel mirino dell’odio: il giovane tunisino puntava ai membri della comunità ebraica del 16/o arrondissement, un quartiere che da tempo vive sotto scorta invisibile a causa del riacutizzarsi dell’antisemitismo in Europa.

Inchiesta e sicurezza

Il fermo è avvenuto lo scorso giovedì, a seguito di un’operazione lampo coordinata dalla DGSI (i servizi interni francesi). L’accusa è pesante: associazione per delinquere a scopo terroristico. Attualmente il giovane si trova in detenzione provvisoria.

L’episodio conferma lo stato di massima allerta in cui versa la Francia, proprio mentre il governo cerca di rafforzare le misure di prevenzione contro i cosiddetti “lupi solitari” o le cellule parzialmente strutturate che traggono ispirazione dalla propaganda online. Per ora, il Louvre è salvo, ma la minaccia resta una ferita aperta nel fianco della Ville Lumière.

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