La Stampa cambia ma la famiglia Agnelli resta nella compagine azionaria con una fondazione
Si avvicina il momento del closing per l’acquisizione de La Stampa da parte del gruppo Sae, e intanto a Torino si moltiplicano i segnali istituzionali a sostegno dell’operazione.
Oggi si è tenuto un incontro particolarmente significativo al Grattacielo della Regione Piemonte tra Alberto Leonardis, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo. Alla riunione erano presenti anche rappresentanti della famiglia Agnelli e delle organizzazioni sindacali.
Nel corso dell’incontro Leonardis ha illustrato quella che considera la formula per garantire il futuro del quotidiano torinese: “L’editoria regge se attorno all’editoria si sviluppano progetti: eventi, progetti scuola, attività di formazione. Una serie di attività collaterali e vicine che permettono all’editoria di potersi sviluppare in una logica di numeri che reggano”.
Accanto al nuovo editore resta anche la famiglia Agnelli, che ha annunciato la permanenza nel progetto attraverso una fondazione senza scopo di lucro che porterà il nome di ‘Fondazione 9 febbraio 1867’, un richiamo alla data di pubblicazione del primo numero della Gazzetta Piemontese, testata che dal 31 marzo 1895 avrebbe assunto il nome di La Stampa.
Secondo quanto comunicato in una nota, la fondazione intende “partecipare al nuovo progetto editoriale, unitamente ad altri esponenti del territorio”, con due obiettivi principali: da una parte tutelare identità e posizionamento del giornale, preservando ciò che lo ha reso rilevante nel panorama italiano e internazionale per oltre un secolo; dall’altra consolidare il rapporto storico tra La Stampa, Torino e il Nord Ovest, territorio di cui il quotidiano è da sempre specchio e voce autorevole.
Positivo anche il primo commento delle organizzazioni sindacali. I segretari generali della CISL Piemonte e della CISL Torino, Luca Caretti e Giuseppe Filippone, hanno dichiarato:
“Abbiamo ascoltato con attenzione le linee del nuovo progetto industriale e apprezzato la prospettiva di sviluppo e rilancio del nuovo editore Alberto Leonardis, volta a tutelare professionalità, competenze e posti di lavoro”.
I sindacalisti hanno inoltre chiesto a Cirio e Lo Russo di “restare garanti di questo difficile percorso”, sottolineando la necessità di approfondire nei dettagli il nuovo piano industriale con il pieno coinvolgimento delle organizzazioni sindacali.
Nel frattempo si arricchisce anche la compagine societaria costruita da Leonardis, da anni tessitore di accordi per mantenere viva l’informazione locale e ora impegnato nel salto verso una dimensione nazionale con La Stampa. Secondo quanto riportato da Dagospia, avrebbe deciso di entrare nel capitale anche l’imprenditore abruzzese Carlo Toto.
Sul fronte editoriale Leonardis continua a mantenere il massimo riserbo, ma negli ambienti torinesi viene ormai dato per certo il nome di Antonio Di Rosa per la guida del quotidiano.
Di Rosa è una figura di grande esperienza nel panorama editoriale italiano: è stato caporedattore centrale e vicedirettore del Corriere della Sera, direttore de Il Secolo XIX, vicedirettore di City, direttore della La Gazzetta dello Sport, direttore di LaPresse e più recentemente della La Nuova Sardegna, esperienza nata sotto la gestione Briglia-Vallardi e poi proseguita con l’arrivo di Sae guidata da Leonardis, di cui e’ diventato, dopo aver lasciato La Nuova, braccio destro per i rapporti editoriali e istituzionali.





