L’Anvur, l’ente pubblico che ha enormi poteri sull’università e che conoscono solo gli addetti ai lavori sta per cambiare presidente
Stefano Bisi. Ci sono enti la cui importanza è conosciuta solo dagli addetti ai lavori. Uno di questi è Anvur, acronimo di Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca, un ente pubblico italiano vigilato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nato nel 2006 (operativo dal 2010), che valuta la qualità delle università e degli enti di ricerca, gestisce l’accreditamento dei corsi di studio e definisce parametri per la distribuzione dei fondi pubblici. Ha lo scopo di promuovere la qualità, la trasparenza, l’efficienza e il merito nelle università e negli enti di ricerca italiani; valuta i corsi di studio e le sedi universitarie e la ricerca; gestisce l’esercizio Vqr (Valutazione della Qualità della Ricerca) per premiare l’eccellenza; analizza l’efficacia della didattica e delle attività di ricerca. Il suo ruolo è fondamentale per assicurare che gli atenei e gli enti rispettino standard di qualità elevati, sia a livello nazionale che internazionale. Dalla lettura di queste poche righe emerge l’enorme importanza dell’Anvur nel mondo delle università e proprio in queste settimane dovrebbe essere nominato il presidente con decreto del ministro dell’Università Annamaria Bernini, perché è in scadenza l’attuale, Antonio Felice Uricchio.
Le selezioni per la scelta del successore sono già iniziate e tra i candidati ci sarebbe Venerando Marano, docente di diritto ecclesiastico che in passato ha presieduto, per la Parte ecclesiastica, la Commissione per l’attuazione dell’articolo 11 dell’Accordo fra Santa Sede e Repubblica italiana del 18 febbraio 1984 in materia di assistenza spirituale negli istituti di prevenzione e pena; è stato componente, per la Parte ecclesiastica, della Commissione Paritetica per l’attuazione dell’articolo 11 dell’Accordo di modifiche del Concordato lateranense sottoscritto il 18 febbraio 1984, in materia di assistenza spirituale alle Forze armate; è stato componente, per la Parte ecclesiastica, della Commissione Paritetica nominata per dare
attuazione all’art. 10 dell’Accordo di modifiche del Concordato lateranense, in materia di riconoscimento
da parte dello Stato dei titoli accademici conferiti dalle Facoltà approvate dalla Santa Sede.
Il professor Marano ha svolto i suoi compiti “per la parte ecclesiastica”, come si rileva dalla sua biografia, e ora è presidente del tribunale dello Stato della Città del Vaticano, che esercita il potere giudiziario civile e penale all’interno del territorio vaticano a nome del papa. E’ questa la figura adatta per ricoprire l’incarico di presidente dell’Anvur? Si obietterà che poco prima o in contemporanea alla eventuale nomina lascerebbe il tribunale vaticano, e ci mancherebbe altro, ma se è ancora lecito parlare di Stato laico qualche ragionevole dubbio ci viene.





