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Il vero scontro tra Donald e Prevost non è tanto sul nucleare quanto sull’uso della tecnologia

Il direttore Claudio Cerasa sul Foglio descrive il contesto dell’incontro tra Marco Rubio e Papa Leone XIV, segnato da tensioni recenti tra l’Amministrazione Trump e il Vaticano e il suo editoriale in parte contrasta con il pensiero di Massimo Franco pubblicato sul Corriere della Sera. Alcune “ferite” appaiono ricucibili, legate soprattutto ai toni e alle dichiarazioni polemiche — dagli attacchi di Donald Trump al Pontefice fino alle critiche di J. D. Vance — a cui il Papa ha risposto con fermezza senza cercare lo scontro diretto. Altre, invece, risultano più difficili da sanare, come le divergenze su dossier internazionali quali l’Iran. Accanto a queste, emerge una frattura più profonda, destinata a diventare centrale: quella sull’intelligenza artificiale. Leone XIV sta lavorando a un’enciclica che, richiamandosi allo spirito della Rerum Novarum, intende affrontare il tema della tecnologia in chiave umanistica, difendendo la dignità della persona e distinguendo tra mezzi e fini, con l’idea di regolare l’innovazione secondo un paradigma umano. Questa impostazione si contrappone alla visione delle élite tecnologiche vicine al trumpismo, rappresentate da figure come Peter Thiel e lo stesso Vance, che concepiscono l’intelligenza artificiale come strumento per superare i limiti umani e fondare nuove gerarchie basate sui dati. In questa prospettiva, la tecnologia non è più neutrale né subordinata all’uomo, ma diventa un sistema di potere e conoscenza, quasi una nuova “religione” fondata sulla centralità dei dati e sulla fiducia nei loro interpreti. La contrapposizione è netta: da un lato una visione “datocentrica”, dall’altro quella della Chiesa, che pone il dato al servizio dell’uomo. Il conflitto tra queste due impostazioni non è solo teorico ma riguarda il futuro stesso delle società contemporanee, ponendo una scelta di fondo tra considerare la persona come fine o come risorsa da analizzare. Anche se alcune tensioni diplomatiche potranno essere attenuate, questa frattura appare destinata a restare e a definire uno scontro inevitabile tra il mondo trumpiano e quello di Leone XIV.

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