#CULTURA #POLITICA

Come si arrivò al 25 aprile 1945 in Italia

Roberto Pizzi.

Il ventennio della dittatura aveva portato il paese  alla catastrofe, passando per le tragedie dell’occupazione nazista, che non risparmiarono  la Toscana nord occidentale. E fu un lungo rivolo di sangue  che corse  fra i fiumi  Serchio e Magra. Agghiacciante è il computo degli eccidi compiuti nella piana lucchese, nella Versilia, e nelle zone limitrofe: nel mese di agosto del 1944 avvennero le stragi di Sassaia di Massarosa (38 vittime), di Nozzano, Balbano e sul Monte di Quiesa (43 vittime); il 12 di agosto venne compiuta la strage immane di Sant’Anna di Stazzema (560 vittime).  Quel giorno avvennero altri eccidi a Mulina di Stazzema (12 morti), a Capezzano  e a Valdicastello(rispettivamente 6 e 14 uccisi). Due giorni dopo a Nodica di Vecchiano (Pisa) e a Migliarino morirono altri 26 civili. Altre stragi avvennero a Bardine di S. Terenzo,  Valla e Vinca (Fivizzano), con circa 380 persone uccise. Nella notte fra il 1 e il 2 settembre del 1944  i tedeschi irruppero nel convento di Farneta, a Lucca, deportando civili e religiosi,  molti dei quali, nei giorni seguenti, vennero barbaramente uccisi. Ed oltre alle stragi della popolazione civile, vi fu la vergognosa persecuzione degli ebrei, che poi diventò caccia all’uomo, per l’annientamento di una  presunta razza inferiore, a partire dal novembre del 1943. La liberazione avvenne grazie ai soldati alleati chesi giovarono della collaborazione dei partigiani italiani, fra i quali si distinse  la formazione  facente capo a Manfredo  Ducceschi (1920-1948) – che assunse il nome di battaglia di “Pippo”, già usato da Giuseppe Mazzini nelle sue lettere clandestine –  e che nel mese di marzo del 1944 prese il nome di Esercito di Liberazione Nazionale – Comando XI Zona Patrioti “Pippo.

I soldati alleati operativi nella zona appartenevano alla Divisione Buffalo, alla FôrçaExpedìcionària Brasileira (FEB) ed all’87°  Battaglione di Fanteria di Montagna della 10 ͣ  Mountain Division americana.

La divisione di fanteria della 5 ͣ  armata americana fu l’unica divisione afroamericana e di colore che combatté in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale, tra l’ agosto 1944 e il maggio 1945. Tutti gli ufficiali di grado superiore erano, però,  bianchi. La Divisione aveva scelto il proprio nome traendolo dalla definizione dei pellirossa ai soldati di colore statunitensi, nel 1880: “Buffalo soldiers”, ovvero, soldati bisonte. La Divisione si era  imbarcata dagli Stati Uniti per l’Italia il 15 luglio del 1944 . Vi giunse tre settimane dopo. Entrò in azione sulle sponde dell’Arno in prossimità di Cernaia. Il 23/24 Agosto 1944 partecipò all’avanzata verso Lucca, raggiungendo l’ansa del fiume Serchio (vicino a Monte San Quirico) dove il fiume lascia il corso verso sud e svolta a ovest in direzione del mare. Il 5 settembre, partecipò alla liberazione di Lucca e il comando del reggimento fu spostato in un albergo della città. Dopo pochi giorni risalì la Valle del Serchio, lungo la Linea Gotica, a nord di Cutigliano. In seguito venne  spostata nella parte ovest sulla dorsale tirrenica. 

e il suo impegno continuò nell’area di SeravezzaFu poi rinforzato da un reggimento bianco di fanteria, insieme ad una delle più coriacee unità dell’Esercito degli Stati Uniti, il 442 Rgt. interamente composto da nippo-americani, appositamente richiamato dalla Francia. Il 5 Aprile 1945 la Buffalo ebbe l’ordine dell’ offensiva sul fronte tirrenico. Importante fu l’aiuto ricevuto dai partigiani apuani,  che fornirono valide guide alle truppe americane,  prevennero sabotaggi ai ponti e dettero protezione al suo fianco destro. Il 10 aprile la Buffalo liberava Massa e il giorno dopo Carrara. La 92 ͣ   Divisione  Buffalo era il prodotto della pressione che i leader afro-americani esercitavano sull’Amministrazione per vedere riconoscere un ruolo attivo dei combattenti neri, al fine del superamento della segregazione razziale che  era stata sempre latente in America e che si rifletteva anche nelle file dell’esercito.

La Fôrça Expedìcionària Brasileira (FEB) formata da soldati brasiliani, posta al comando superiore del generale Joao Batista Mascarenhas de Moraes, nacque dopo che il 22 agosto del 1942il governo di Rio dichiarò guerra alle Potenze dell’Asse a seguito di alcuni  affondamenti in Atlantico di mercantili brasiliani ad opera dei sommergibili tedeschi ed italiani. La decisione politica di impiegare effettivamente le truppe brasiliane sul fronte europeo avvenne comunque soltanto il 28 gennaio 1943, quando Roosevelt, al ritorno dalla famosa Conferenza interalleata di Casablanca, si incontrò segretamente col presidente brasiliano Vargas. 

Un primo scaglione di soldati salpò da Rio de Janeiro e giunse a Napoli il 16 luglio del 1944, aggregandosi al IV Corpo d’Armata. Il 18 agosto le truppe brasiliane erano nel più avanzato campo di addestramento di Vada, presso Cecina. Poi, nel settembre 1944 mossero da Ospedaletto verso la provincia di Lucca, occupando  Massarosa, Bozzano, Camaiore, Monte Prano e Pescaglia. Nella “Cronaca della Pieve di Monsagrati, dal 1938 al 1979”, di don Palmiro Bianchi, pievano del paese della Valfreddana, si riporta che  il 19 Settembre 1944 arrivarono in paese  le prime truppe brasiliane,  formate da molti soldati di discendenza italiana. Erano cattolici, pii e  molto educati  

– narra il parroco –  e “distribuirono ai bambini caramelle, dolci, cioccolata, magnesia”. Il 22 Settembre ebbero uno scontro a fuoco coi tedeschi Fiano.  Si trattennero in paese dal 19 Settembre  al 28 Settembre 1944, giorno in cui, dopo avere assistito alla Messa lasciarono il paese per andare a  Pescaglia. Spostatisi nella Valle del Serchio, il 7 ottobre rintuzzarono un contrattacco nemico a Fornaci, e l’ 11 occuparono Barga e la zona di Gallicano; il 30 Lama di Sotto, Lama di Sopra e San Quirico, avamposti naturali del forte caposaldo germanico di Castelnuovo Garfagnana.Nella Campagna d’Italia impiegarono circa 25.000 uomini. Nell’aprile del 1945, quando fu lanciato l’attacco decisivo nella pianura, ai brasiliani toccò  il compito di proteggere il fianco della 10a Divisione Fanteria da Montagna USA, e dopo la liberazione di Bologna da parte degli Inglesi, la FEB proseguì la sua  avanzata. Il 28 aprile, insieme alla 34a divisione fanteria USA,  bloccò la ritirata verso nord dei resti dell’esercito tedesco e  dei “repubblichini”, che si arresero il giorno seguente, al termine di quella che era stata l’ultima battaglia della guerra sul fronte italiano.

L’87° Battaglione da Montagna (87^ Mountain Infantry della 10^ Mountain Division)

si costituì ufficialmente a Fort Lewis, Washington l’8 dicembre 1941, il giorno dopo l’attacco di Pearl Harbor. Formò il cuore della nuova 10th Mountain Division attivata nel 1943, che fu l’ultima delle divisioni americane ad entrare nella seconda guerra mondiale. Combatté in Italia, nei terreni più aspri e accidentati del paese. Portarono alla costituzione di questo nucleo combattente l’esempio dell’efficacia dimostrata dai soldati sciatori della Finlandia durante l’invasione del paese da parte dell’Unione Sovietica. Si trattava di formare, quindi, combattenti in grado di lottare  a basse temperature e sui terreni aspri e accidentati della montagna. L’87° Battaglione reclutò sciatori provetti ed uomini esperti della  montagna, che furono formati ad alte altitudini. Dopo aver combattuto nella invasione di Kiska nel corso della più grande campagna delle Isole Aleutine, al largo dell’Alaska, i comandanti decisero di espandere il concetto di guerra montana ad un’intera divisione. L’87° Reggimento avrebbe formato il cuore di questo gruppo, che fu costituito il 10 luglio 1943, con l’aggiunta dell’ 85° e dell’ 86°  Infantry Regiment.

La mattina del 4 gennaio, le truppe salpavano da Newport News, e arrivarono a Napoli il 13 gennaio 1945, proseguendo fino a Livorno, dove giunsero il 17. La loro  missione era di sostenere la  92^ Divisione “Buffalo”, nella stretta pianura costiera o nella Valle del Serchio.

Il 2 febbraio, troveremo il grosso delle truppe  a Vidiciatico, sull’appennino emiliano, 

a San Marcello Pistoiese, a Cutigliano, zona dove iniziarono i veri combattimenti contro i nazifascisti, intorno  al 19 febbraio 1945. In questa fase dei combattimenti fu aggregato alla divisione anche il 5° Salmerie Someggiate “Montecassino” dell’Esercito di Liberazione Italiano. L’unità attaccò il settore di Monte Belvedere-Monte della Torraccia che furono ripuliti dopo diversi giorni di intensi combattimenti. All’inizio di marzo la divisione si spinse fino a nord di Canolle, arrivando a 24 km da Bologna. Per le successive tre settimane la divisione mantenne posizioni difensive. Il 14 aprile iniziò l’attacco generale della 5ª Armata e la divisione si mosse da Monte della Spè lungo la direttrice Roffeno-Tolè, finché il 20 aprile non catturò Mongiorgio ed entrò nella valle del Po, catturando i punti strategici di Pradalbino e Bomporto. La 10th attraversò il Po il 23 aprile, raggiungendo Verona il 25, incontrando forte resistenza a Nago-Torbole. Dopo aver attraversato il Lago di Garda, furono messi in sicurezza Gargnano e Tremosine. Il 30 aprile 1945 la resistenza tedesca in Italia finì. Dopo la resa tedesca il 2 maggio, la divisione assunse compiti di sicurezza, accogliendo i prigionieri germanici. In seguito fu utilizzata, fino alla fine del luglio 1945, come truppa di occupazione ai confini orientali dell’Italia, per impedire l’occupazione di parte della Venezia Giulia, da parte delle forze comuniste di Tito.

La campagna d’Italia costò a coloro che si opposero ai nazifascisti 312.000 fra morti e feriti (la V Armata americana  ne ebbe 188.746).  

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