Guazzabuglio nomine, il governo Meloni prova a sciogliere i nodi ma ci sono turbolenze
Il governo di Giorgia Meloni è alle prese con il guazzabuglio delle nomine di sottosegretari, amministratori delle partecipate e presidente della Consob, come riferisce il Quotidiano Nazionale. È ormai dato per certo al Mef l’attuale sottosegretario leghista al Lavoro Claudio Durigon e l’arrivo, al suo posto, dell’azzurra Chiara Tenerini ma a ieri non si era ancora trovato l’accordo sul nome del nuovo presidente della Consob, per cui la Lega ha indicato Federico Freni. In alternativa circola il nome di Federico Cornelli, attualmente commissario dell’autorithy. Per quanto riguarda il caso Di Foggia l’ad di Terna dovrà decidere in tempi brevi se accettare la presidenza di Eni e dimettersi prima dell’assemblea del 6 maggio. Se optasse per restare a Terna l’azionista di maggioranza, cioè il Tesoro, dovrà indicare un nuovo nome: a questo proposito i rumors fanno quello di Emma Marcegaglia, già in passato alla presidenza di Eni.
Il senatore Dem Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, ha annunciato che presenterà un’interrogazione a Giorgetti e Urso perché “i fatti sono gravi” e “la pretesa” della buonuscita “appare in diretto contrasto sia con la policy di Cassa depositi e prestiti” che “con lo statuto di Terna”. Per Misiani la vicenda “è la spia di una gestione complessivamente improvvisata e opaca delle nomine pubbliche da parte del governo Meloni, che ha già prodotto criticità in Eni, Leonardo, Poste Italiane e Mediobanca”.





