Palazzo Sansedoni bollente con riunioni a cui partecipa chi primo arriva
Stefano Bisi.
Nella Prima Repubblica le nomine nell’allora istituto di credito di diritto pubblico Monte dei Paschi venivano precedute da mozioni programmatiche che coinvolgevano maggioranze e minoranze del Comune di Siena e dell’Amministrazione provinciale che nominavano 5 membri su 8 della deputazione amministratrice, oggi non si parla di programmi e al tavolo delle trattative si siede chi prima arriva. Il 22 aprile verrà rinnovato il vertice perché Carlo Rossi non potrà essere confermato dopo due mandati e una prima riunione tra alcuni rappresentanti di enti nominanti c’è stata. Il sindaco Nicoletta Fabio si è fatta accompagnare dal segretario comunale di Fratelli e suo capo di gabinetto Alessandro Manganelli, dal segretario regionale Francesco Michelotti e dal membro della deputazione generale Fiamma Cardini, nominata dal ministero della cultura. La presidente della Provincia Agnese Carletti si è presentata con il sindaco di Castelnuovo Berardenga Fabrizio Nepi e la presidente provinciale dell’Arci Serenella Pallecchi che siede nella deputazione generale della Fondazione Mps.
La riunione è iniziata con il secco no di Michelotti alla candidatura di Pier Luigi Fabrizi che già nelle settimane scorse aveva negato il sostegno dei nominati del centrodestra a questa ipotesi per questioni di età. E dal fronte del centrodestra è nata la candidatura di Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita, nato politicamente a sinistra ma sostenuto dal ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida, esponente del cerchio magico di Fratelli d’Italia. Per Rosati potrebbe pesare l’indicazione positiva del senatore Silvio Franceschelli che, anche nell’occasione dell’elezione di Maurizio Gasparri a presidente della commissione esteri del Senato, non avrebbe rispettato le indicazioni del suo partito, il Pd. Franceschelli è anche sindaco di Montalcino, un territorio dove l’agricoltura è regina.
Per essere eletti occorre il consenso di 11 membri della deputazione generale. Ne fanno parte Pier Luigi Fabrizi, nominato dall’università; Leonardo Brogi e Serena Signorini indicati dalla Provincia; Paolo Chiappini dalla Regione; Stefano Cipriani dall’arcidiocesi; Remo Grassi dalla camera di commercio; Ugo Biggeri dall’università per stranieri; Serena Pallecchi dal volontariato; Mauro Balani dall’Irpet. Sono tutti di area centrosinistra. Per il centrodestra siedono nella deputazione generale Tommaso Marrocchesi Marzi, Bernarda Maria Valente, Fiamma Cardini, Luisa Massari e Alessandro Piccini.
Se non si troverà un accordo potrebbe profilarsi un regime di prorogatio con il presidente Carlo Rossi, reduce da una figuraccia all’assemblea degli azionisti della Banca Monte dei Paschi quando si è astenuto sulla governance dopo aver annunciato, alla vigilia, che in città gli hanno detto se a Rocca Salimbeni erano impazziti a licenziare Luigi Lovaglio, l’uomo della riscossa montepaschina. Se la prorogatio dovesse durare a lungo potrebbe intervenire il ministero delle finanze con il commissariamento dell’ente, soluzione che provocherebbe una figuraccia per Siena.





