Banca Mps e dintorni, Caltagirone invita alla concordia dopo il voto e Rossi con chi ha deciso l’astensione
Stefano Bisi.
“Il valore del voto, la concordia necessaria” è il titolo dell’articolo di Roberto Napoletano direttore del Messaggero a proposito delle nomine nel nuovo consiglio di amministrazione della Banca Monte dei Paschi. Il Messaggero è il quotidiano più importante della galassia editoriale del gruppo che fa capo all’imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone, tra i soci più forti di Rocca Salimbeni. L’articolo invita alla concordia dopo che la lista che sosteneva l’imprenditore è risultata sconfitta a vantaggio di quella che comprendeva Luigi Lovaglio, che da qualche giorno era stato rimosso da amministratore delegato e licenziato da direttore generale, tanto da veder seduto al posto dell’ex ad il facente funzione di dg Maurizio Bai.
Lovaglio dopo la nomina aveva escluso la voglia di prendersi rivincite su chi lo aveva cacciato dopo essere stato determinante nella riscossa del Monte con l’acquisizione di Mediobanca. Quindi tutto bello, come diceva Bruno Pizzul, tutti avanti d’amore e d’accordo? Chissà?
Caltagirone ha accettato la sconfitta in assemblea e l’altro battuto è il presidente della Fondazione Monte dei Paschi Carlo Rossi, che alla vigilia delle nomine aveva definito sbagliato il licenziamento di Lovaglio e poi si è astenuto sulla governance. Posizione individuale o decisa dalla deputazione? Chissà?




