Medio Oriente, fumata nera al Gabinetto di sicurezza e l’Iran resta nel mirino degli Usa
Ariel Piccini Warschauer.
Il governo Netanyahu gela le speranze di un cessate il fuoco immediato. Hamas respinge il piano di disarmo, mentre nel Golfo la tensione è alle stelle: Washington intercetta la decima nave di Teheran. Nuovo ordine di evacuazione per il Sud del Libano: “Spostatevi a Nord del fiume Zahrani”.
Una giornata ad alta tensione diplomatica e militare si chiude con un nulla di fatto che allontana, ancora una volta, le speranze di una possibile tregua. Il Gabinetto di sicurezza israeliano ha concluso la sua ultima riunione senza raggiungere un accordo per il cessate il fuoco in Libano. Nonostante le pressioni internazionali, il muro contro muro prosegue, alimentato dal netto rifiuto di Hamas di accettare un piano di disarmo che era stato posto come condizione imprescindibile per sbloccare l’impasse a Gaza e, di riflesso, sul fronte settentrionale.
L’ordine dell’IDF: “Evacuate il Sud”
Mentre la politica tace, parlano i cannoni e i megafoni dell’esercito. Il colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), ha rinnovato con urgenza l’ordine di evacuazione per i civili nel Libano meridionale. Il messaggio è perentorio: chiunque si trovi a sud del fiume Zahrani deve dirigersi immediatamente verso nord. “L’IDF colpirà con forza le attività terroristiche di Hezbollah in quest’area”, ha avvertito Adraee, sottolineando che la permanenza nella zona mette a rischio la vita dei residenti. È il segnale che un’escalation delle operazioni di terra o un’ondata di raid aerei massicci è imminente.
Il blocco navale e lo scontro a Washington
Il conflitto non è più solo una questione di confini terrestri. Nel cuore strategico del commercio mondiale, lo Stretto di Hormuz, la Marina statunitense ha intercettato e bloccato la decima nave iraniana dall’inizio del blocco. Washington accusa Teheran di continuare a finanziare il terrorismo attraverso una rete clandestina di spedizioni di petrolio, ora colpita da nuove e durissime sanzioni dal Dipartimento del Tesoro.
Tuttavia, la strategia di “massima pressione” dell’amministrazione Trump spacca la politica interna americana. Al Senato, i Repubblicani hanno fatto muro, bloccando l’ultimo tentativo dei Democratici di limitare i poteri di guerra del Presidente contro l’Iran. Una mossa che lascia a Trump carta bianca per proseguire l’operazione “Epic Fury”, la campagna di pressione militare che sta portando l’intera regione sull’orlo di un conflitto aperto.
Hamas e lo stallo di Gaza
Sul fronte sud, la situazione non è meno drammatica. Hamas ha ufficialmente respinto la proposta di disarmo totale, definendola “irricevibile”. Per i mediatori, si tratta di un colpo durissimo: il disarmo era il perno su cui poggiava la fragile impalcatura di una tregua duratura. Senza un passo indietro delle milizie palestinesi, Israele non sembra intenzionata a fermare le operazioni che ora controllano oltre la metà della Striscia.
La notte mediorientale si apre con il rombo dei jet e il silenzio della diplomazia. Il fiume Zahrani è diventato la nuova linea rossa di una guerra che sembra non conoscere fine.





