Corte tributaria, il derby Siena-Firenze anche in questo campo
“Porremo la massima attenzione affinché ogni eventuale riorganizzazione non comprometta il diritto di difesa dei cittadini senesi, né la vicinanza dei servizi giudiziari”. Così il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, ha risposto durante il Consiglio comunale all’interrogazione dei consiglieri Alessandro Masi, Anna Ferretti, Luca Micheli, Giulia Mazzarelli e Gabriella Piccinni del gruppo Partito Democratico in merito alla riforma e alla salvaguardia della Corte di giustizia tributaria.
“È importante e opportuno precisare – ha dichiarato il Sindaco – che il Pnrr assegna all’Italia l’obiettivo di riformare la giustizia tributaria, riducendo il numero di ricorsi e i tempi di definizione delle controversie fiscali. Per raggiungere questi obiettivi, il governo Draghi ha promosso una riforma organica che ha trasformato le Commissioni tributarie in Corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado, introducendo magistrati tributari professionali. Una riforma finalizzata a potenziare il sistema giudiziario tributario nei termini richiesti dal Pnrr anche mediante razionalizzazioni del sistema esistente. Successivamente sono stati emanati decreti legislativi attuativi e ulteriori leggi delega, tra cui quella citata dagli interroganti, che vanno sempre a dare attuazione agli impegni assunti con la Ue in tema di Pnrr ed efficientamento del sistema.
“A oggi – ha proseguito Fabio – il governo Meloni non ha adottato alcun provvedimento definitivo relativo alla soppressione o all’accorpamento delle Corti tributarie provinciali, Siena compresa. Come hanno chiarito i deputati toscani di Fratelli d’Italia in una nota del 12 marzo scorso, dal confronto con il Viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, è emerso che la riforma è ancora in fase istruttoria: si sta studiando la riorganizzazione territoriale analizzando i carichi di lavoro e le esigenze di efficienza, e il piano definitivo sarà vagliato dal Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria. Nessuna decisione operativa è stata presa finora, e in ogni caso l’ultima parola spetterà peraltro al Parlamento, che dovrà esaminare qualsiasi proposta di modifica alla geografia giudiziaria tributaria”.
“L’amministrazione comunale di Siena – ha chiarito il Sindaco – condivide l’obiettivo di garantire una giustizia più efficiente, e sottolinea l’importanza di mantenere ‘presidi territoriali di giustizia’ in aree decentrate. Il Comune farà la propria parte segnalando al Governo l’importanza di garantire accessibilità alla giustizia fiscale anche ai cittadini della nostra provincia. Ho affrontato queste tematiche anche nei giorni scorsi incontrando la nuova Presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti, Marzia Mucciarelli, perché ritengo importante acquisire ogni informazione ed elemento tecnico utile per dare maggior forza e sostanze alle nostre ragioni”.
“È nostra intenzione – ha concluso il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio – condividere eventuali azioni future tese al mantenimento della Corte di giustizia tributaria con l’ordine dei dottori commercialisti e con l’ordine degli avvocati, che rappresentano le due categorie professionali principalmente interessate. Assicuro che porremo la massima attenzione affinché ogni eventuale riorganizzazione non comprometta il diritto di difesa dei cittadini senesi, né la vicinanza dei servizi giudiziari”.
Il consigliere Alessandro Masi del gruppo Partito Democratico, che ha illustrato l’interrogazione, si è dichiarato: “Soddisfatto dell’impegno che ha assunto la Sindaco di battersi per questo tema del foro tributario. La Provincia ha presentato un appello che non è stato sottoscritto dal Comune di Siena, ma spero che si possa recuperare una mobilitazione comune. Questa ipotesi di riorganizzazione dello Stato rischia di svuotare il senso del nostro capoluogo, sede del Tribunale, del foro tributario e delle sedi legali di importanti istituzioni, enti e di piccole e grandi imprese. La perdita del foro tributario avrebbe conseguenze reputazionali per la città e comporterebbe disagi per utenti e professionisti. La razionalizzazione della presenza dei servizi dello Stato sul territorio deve tener conto che il nostro non è decentrato, ma centrale per le attività insediate, rilevanti a livello toscano e nazionale (pensiamo per tutti a Mps, a Gsk e alle due Università). Spero così che il Comune di Siena stia al fianco delle istituzioni locali, degli ordini professionali e delle loro associazioni, insieme alle categorie economiche ed ai sindacati, per salvaguardare le funzioni amministrative del nostro capoluogo e preservare così la sua competitività economica e sociale”.





