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Gaetano Scapecchi, uno scultore lucchese da non dimenticare

Roberto Pizzi.

Figlio di commercianti, ultimo di tre fratelli, nasceva a Lucca il 1 ottobre del 1900. Il padre, Solferino, era titolare di due negozi di stoffe e passamanerie frequentati da una raffinata e facoltosa clientela, che consentivano alla famiglia di vivere agiatamente. A seguito della morte del padre e del successivo fallimento dell’attività commerciale, decideva, ancora giovanissimo, di intraprendere la professione di scultore. Compiva il proprio apprendistato nello studio del celebre scultore Francesco Petroni (su quest’ultimo si veda anche l’articolo del 24/2/26, pubblicato su questa rivista, dal titolo: “La generosità dell’esploratore Adamo Lucchesi e dello scultore Francesco Petroni”).

Dopo il servizio militare nel corpo dei Bersaglieri, finito il Primo Conflitto Mondiale,  si dedicavaalla  realizzazione di varie opere monumentali dedicate ai Caduti di questa guerra. Abbondante fu anche, a partire dal 1919, la produzione di opere funerarie. Nel 1924 partecipava al concorso per un bassorilievo per il Parco della Rimembranza di Cesena, ottenendo il secondo premio. Delle sue innumerevoli  sculture della Lucchesia, mi limito a ricordare (mi sia concessa la parzialità),  la statua che raffigura Santa Zita (citata anche da Dante nella Divina Commedia) posta sul piazzale della chiesa di Monsagrati, in Valfreddana. Alla base del suo monumento compaiono i nomi di 9 caduti in guerra, fra i quali quello del mio nonno paterno Zeffiro Pizzi (1882-1918). 

Nel 1962 Scapecchi suppliva alla mancata realizzazione, da parte del Petroni, del monumentodedicato a capitan Giulietti,  capo della Federazione del mare. Il Sindacato del porto di Genova aveva commissionato proprio a Petroni la statua che non poté realizzare per la sopraggiunta morte. Provvide all’opera il suo allievo preferito, Gaetano Scapecchi, con la variante che la scultura veniva realizzata nel 1962 per la città di Rimini, luogo natale dell’uomo di mare, dove venivacollocata alla destra del porto di levante .

Giuseppe Giulietti (1879-1953) fu una figura di rilievo nella storia del sindacalismo marittimo; fu massone,  iscritto al Partito Socialista Italiano, poi eletto nel 1919 in Parlamento, quale unico rappresentante del Partito del Lavoro; partecipò all’impresa di Fiume e nel 1948 fu eletto di nuovo al Parlamento per il Partito Repubblicano Italiano. Amico di  D’Annunzio, il suo  nome si lega anche all’anarchico Malatesta ed al sindacalismo rivoluzionario di De Ambris. 

Scapecchi nel periodo tra le due guerre partecipava a varie esposizioni a carattere sindacale, pur non essendo in possesso della tessera del P.N.F. e frequentava il cenacolo culturale che si riuniva al Caffè Di Simo (ex Caselli). Lo scrittore Guglielmo Petroni così lo ricordò in una sua autobiografia: “Gaetano Scapecchi non era solo uno scultore dalle qualità eccellenti, possedeva già, in quell’angolo di provincia, alcune preziosità plastiche che divennero significative in Martini e Manzù; ma era anche un uomo bonario, un possibile grande amico”. Nel 1931 esponeva a Milano,  ottenendo le lodi di Carlo Carrà. Nel 1934 partecipava alla XIX edizione della Biennale veneziana; nello stesso anno conseguiva il III Premio Caselli  e il primo premio di incoraggiamento in occasione della III Mostra Sindacale di Lucchesia, mentre in precedenza aveva ottenuto quello della Prima Mostra Nazionale del Sindacato Belle Arti (1933).

Nel 1937 gli veniva assegnato il 1° “Premio Viani” per la scultura, nell’ambito della IV Mostra Estiva Viareggina, grazie all’opera “La Dormiente”, che può a buon diritto essere annoverata tra i suoi capolavori. Durante la seconda Guerra Mondiale, su precisa indicazione della Soprintendenza, le sue opere in bronzo furono risparmiate dalla fusione, a dimostrazione della considerazione di cui godeva  lo scultore. Nel 1953 partecipava al Concorso Nazionale per il Monumento a Pinocchio, a Collodi, dandoci lo spunto per questa ricerca sulla sua valente figura artistica. Il bozzetto in gessodi quest’opera giace nel museo privato della famiglia Scapecchi che rappresenta un patrimonio artistico di gran rilievo, meritevole di una migliore attenzione da parte delle istituzioni pubbliche.

Gaetano Scapecchi moriva a Lucca il 24 novembre del 1975. 

Gaetano Scapecchi, uno scultore lucchese da non dimenticare

L’idea è buona ma la lupa di

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