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La premier ringhia e le opposizioni neppure abbaiano

Mario Lavia su Linkiesta commenta il discorso di Giorgia Meloni in parlamento e striglia le opposizioni: “La premier ha dato forse la peggiore prova di sé, ringhiosa verso le opposizioni (in particolare, personalmente con Elly Schlein) che invece avrebbe potuto mettere in difficoltà tendendogli la mano e provando a dividerle. Ha però colto un punto di debolezza del cosiddetto campo largo: mi attaccate ma non invocate le mie dimissioni. È vero.  Le opposizioni, invece di fare la solita gara a chi comizia meglio, dovrebbero prepararsi alle elezioni. Dare il senso di essere davvero pronte a governare. Non avere paura di chiedere le dimissioni del governo Meloni. Invece questi nemmeno riescono a fare una riunione: l’avvocato del populismo non vuole, gli altri tutti zitti. Invece il centrosinistra dovrebbe chiedersi se abbia senso perdere tutto questo tempo fino alla fine naturale della legislatura. O se invece non convenga tentare di far calare il sipario su una commedia già mediocre che sta diventando una farsa”. Quindi se la premier ringhia come faceva l’ex ct della nazionale di calcio Gattuso, le opposizioni neppure abbaiano.

La premier ringhia e le opposizioni neppure abbaiano

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