Era facile pronosticare che la seconda presidenza di Donald sarebbe stata pericolosa
“Agli osservatori più attenti, non abbacinati dai fari del nuovo spirito del tempo – scrive Walter Veltroni sul Corriere della Sera – non è parso difficile pronosticare, fin dalla campagna elettorale, che la seconda presidenza di Trump sarebbe stata ben più pericolosa, sovvertitrice, spietata della stagione precedente. Trump sta portando il suo paese nel caos, e il mondo nella più pericolosa stagione di conflitti mai vista prima. E persino il possibile uso delle armi atomiche è tornato ad apparire spaventosamente attuale, incredibilmente possibile. Non c’è una strategia, una visione, un disegno. Solo la violenza, l’idea del potere libero per i più potenti, della negazione della sovranità dei popoli, solo la sistematica violazione delle regole concordate, solo la minaccia alla libera informazione: gli ingredienti del caos. Forse a muovere questa ennesima guerra è il tentativo di sviare l’opinione pubblica da dossier inquietanti. Non si vede nessuna ragione e nessun obiettivo, infatti, nella scelta di precipitare il mondo in una guerra che, insieme al conto delle morti, presenta il saldo della recessione in corso e in arrivo, della crisi petrolifera, dell’annientamento della mobilità di persone e cose in buona parte del mondo. L’America è isolata, confusa, senza strategia e alleati e comincia a farsi strada, anche negli ambienti della destra più estrema cresciuta in questi anni nel mondo, la convinzione che l’abbraccio con il Presidente americano sia il bacio della morte. Ma la democrazia non potrà solo attendere che finisca la nottata per poi ritrovarsi esattamente come prima. Questo ciclone non potrà essere superato con un puro spirito conservatore, ma con un nuovo, coraggioso, ciclo di pensiero democratico, di destra e di sinistra, liberato dalle scorie dell’autoritarismo e capace di progettare, ciascuno in base ai suoi valori, società davvero nuove, davvero inedite”.





