Questa volta il ministro della Cultura bacchetta il direttore degli Uffizi e la sottosegretaria è inferocita
Si sarebbe arrabbiato molto il ministro della Cultura Alessandro Giuli (nella foto) con il direttore della Galleria degli Uffizi Simone Verde sulla vicenda dell’intrusione degli hacker nel sistema di sicurezza di uno dei musei più importanti del mondo. In un primo momento l’azione degli hacker sarebbe stata sminuita dal direttore degli Uffizi ma la notizia è esplosa dopo le rivelazioni del Corriere della Sera smentite però dallo stesso Verde. Il fatto potrebbe avere anche ripercussioni sulla stessa direzione della Galleria, la cui buona opera era stata sottolineata dallo stesso Giuli nel giugno dell’anno scorso quando venne smontata la gru che da più di venti anni deturpava il profilo del centro storico. “Viva gli Uffizi, viva la rimozione della gru, evviva la classe operaia che non so se va in paradiso ma che ha restituito una vista paradisiaca ai fiorentini. Il merito è del direttore delle Gallerie degli Uffizi, Simone Verde, del ministero che rappresento, di tutte le forze pubbliche e private il cui concorso dopo vent’anni ha consentito di riappropriarsi nella sua totalità di una bellezza indescrivibile“. Ma questa volta, Giuli si sarebbe invece arrabbiato con il direttore.
Infuriata la sottosegretaria al ministero della Cultura, Lucia Bergonzoni: ”Simone Verde? Da quando c’è stato l’attacco hacker agli Uffizi l’ho sentito per la prima volta oggi. Mi ha chiamata per spiegarmi che aveva ritenuto di non pubblicizzare la faccenda nei mesi scorsi. Prima perché c’era l’attacco in corso e poi perché aveva dei problemi interni alla struttura». Lo dice al Corriere della Sera.
Pur senza aver parlato nei mesi scorsi con il direttore delle Gallerie fiorentine sa dell’accaduto dal 1° febbraio, quando lo stesso Verde, non troppo allarmato, informò il ministero delle minacce ricevute sul suo telefonino dagli hacker che, entrati nella rete interna del museo, ne avevano trafugato i dati. «Parlò con Alfonsina Russo, capo dipartimento della valorizzazione, spiegando che, chi gli aveva mandato i messaggi, sosteneva di avere le mappe del museo. Non le password cambiate da poco. Noi ci siamo mossi subito, siamo stati a Firenze, coi nostri tecnici, per un nuovo piano sicurezza». Il direttore Verde rischia grosso.





