Nel 2025 turismo bene grazie agli stranieri ma ora le guerre ostacolano gli arrivi
Tempo di turismo che le guerre influenzano negativamente. Intanto il 2025 si è chiuso con segnali contrastanti per il turismo nella provincia di Siena. Secondo i dati ISTAT elaborati dalla Regione Toscana, il territorio ha registrato complessivamente 2,4 milioni di arrivi e oltre 6,3 milioni di presenze includendo le locazioni turistiche, ormai componente strutturale del comparto.
Se si considera invece il perimetro tradizionale delle strutture ricettive, i numeri mostrano una lieve flessione: gli arrivi scendono dello 0,8% e le presenze dell’1,4% rispetto al 2024. Un dato che conferma una fase di rallentamento, pur all’interno di un quadro complessivamente solido.
«I dati dei flussi turistici evidenziano i numeri di un comparto strategico per il nostro sistema economico», sottolinea Massimo Guasconi (nella foto), presidente di Unioncamere Toscana e della camera di commercio di Siena e Arezzo, evidenziando il peso crescente delle locazioni turistiche nel ridefinire il quadro complessivo del settore.
A trainare il comparto resta la componente internazionale. I turisti stranieri continuano a crescere, con un aumento dell’1,7% negli arrivi e dello 0,3% nelle presenze. «La componente straniera continua ad essere il motore trainante del territorio», osserva Guasconi. In difficoltà invece il mercato interno: gli italiani segnano un calo del 4,3% negli arrivi e del 4,4% nelle presenze, segnale di una domanda condizionata dall’incertezza economica.
Sul fronte delle tipologie di soggiorno, le locazioni turistiche si distinguono per la permanenza media più lunga (3,5 giorni), seguite dalle strutture extra-alberghiere (3,1 giorni) e dagli hotel (2 giorni). La permanenza media complessiva si attesta a 2,6 giorni.
Dal punto di vista territoriale, la Val d’Orcia e il Chianti risultano le aree più dinamiche, con incrementi sia negli arrivi che nelle presenze, mentre altre zone mostrano lievi contrazioni.
Il sistema ricettivo provinciale conta oltre 7.000 strutture e più di 87.000 posti letto. In diminuzione gli alberghi, soprattutto nelle categorie economiche, mentre crescono le strutture di fascia medio-alta e il comparto extra-alberghiero.
Nonostante alcuni segnali positivi, il contesto resta incerto. «Siamo di fronte a un quadro di estrema fragilità», avverte Guasconi, indicando nelle tensioni geopolitiche e nelle difficoltà economiche globali i principali fattori di rischio. «Ci attende una fase di navigazione a vista», conclude, sottolineando tuttavia la capacità di tenuta del sistema imprenditoriale.





