L’Italia calcistica non c’è più, consoliamoci con Silvio Baldini
E tre. Un altro disastro si è consumato, un altro fallimento si abbatte sul nostro calcio. Quasi non ci crediamo, non ci vogliamo credere, anche se ormai dovremmo essere preparati: era già successo due volte, le ultime due, eppure ci sembra impossibile pensare che non saremo ai Mondiali nemmeno la prossima estate. Dopo la Svezia, dopo la Macedonia del Nord, è la Bosnia a cancellarci dalla competizione che abbiamo sempre sentito nostra, al punto che l’abbiamo vinta in quattro occasioni (più di tutti, a parte il Brasile). Non è così nostra, evidentemente. Non più. Abbiamo attenuanti? No, anche se a Zenica qualche motivo per protestare ce lo hanno dato: non l’espulsione di Bastoni, netta, semmai il mancato cartellino rosso a Muharemovic. Ma suvvia, siamo l’Italia, possiamo aggrapparci a certe piccolezze se davanti abbiamo la nazionale numero 71 del mondo? La partita l’abbiamo buttata noi, l’errore di Bastoni l’ha condizionata, forse l’ha addirittura decisa, però anche in dieci abbiamo avuto le occasioni per segnare. Sprecate. Fin qui il commento di Stefano Agresti sulla Gazzetta dello Sport.
Aggiungo: ma un’Italia che gioca bene e vince c’è, è quella di Silvio Baldini, commissario tecnico della nazionale under 21, un allenatore che in carriera ha avuto meno successi di quelli che avrebbe meritato per la sua capacità di innovare e di relazionarsi con i giocatori.





