Legge elettorale sì ma senza sbatterla in faccia all’opposizione
“Ingranare le marce alte e dare risultati”. Difficile che dopo la sconfitta nel referendum Giorgia Meloni potesse chiedere il contrario. La rabbia e l’orgoglio, per dirla alla Fallaci. Il problema è riuscirci in un Paese, in un mondo e in tempi difficili. E molto stretti. Partiamo dai tempi. Un anno o poco più di governo sono niente. Altre grandi riforme, dunque, meglio lasciarle perdere. La nuova legge elettorale, invece, quella sì, si può fare. Si farà. Che debba essere per forza “condivisa”, è la solita favoletta che contraddice l’essenza stessa della democrazia. Che non debba essere sbattuta in faccia all’opposizione, o almeno a parte di essa, è invece regola buona e furba: toglie armi di polemica, arrotonda qualche spigolo. Come si poteva fare per la Giustizia”. E’ il commento di Gabriele Canè sul Quotidiano Nazionale.





