Museo del Risorgimento a Lucca, i mazziniani si arrabbiano
Roberto Pizzi.
Continuano i commenti sulla decisione dell’Amministrazione Provinciale di Lucca di spostare il Museo del Risorgimento dalla attuale sede di Palazzo Ducale ad altro luogo da stabilirsi e dismetterne, poi, la gestione. Per dovere di cronaca, ricordiamo che l’Ente Provinciale ha precisato, con un recentissimo comunicato stampa, la sua volontà di trovare una soluzione soddisfacente per l’esigenze del Museo ed ha convocato nei prossimi giorni i soggetti interessati alla vicenda per un incontro chiarificatore. Nel frattempo l’ “Associazione Mazziniana Italiana – Sezione Versilia – Circolo Mauro Raffi” ha redatto questa lettera aperta che proponiamo ai lettori:
Mala tempora currunt
Con stupore e viva preoccupazione da un articolo dell’amico Roberto Pizzi abbiamo appreso la notizia dell’imminente “sfratto” che gli amministratori di Lucca hanno dato al Museo cittadino del Risorgimento dall’attuale sede del Palazzo Ducale.
Attualmente non appare ancora chiaro a quale sorte andrà incontro l’importante Istituto museale. Davanti a questa inattesa novità il pensiero dei Mazziniani versiliesi e lucchesi è andato al Prof. Luciano Luciani che per molti anni con competenza e passione ha profuso il suo impegno disinteressato per la gestione e valorizzazione del Museo, fondamentale punto di riferimento per la memoria politica, storica e culturale non solo della città di Lucca, ma anche dell’intera provincia e regione Toscana.
Purtroppo viviamo tempi cupi e decisioni improvvide come questa testimoniano, con l’insensibilità e l’insipienza di chi oggi amministra la vita pubblica locale (e non solo), la pericolosa tendenza a cancellare la memoria più nobile del nostro passato e con essa le radici stesse della nostra democrazia repubblicana. Nella volontà di rimuovere il Museo Risorgimentale lucchese dalla sua sede storica (Palazzo Ducale), i Mazziniani ravvisano un triste segno dei tempi e un masochistico cupio dissolvi a danno soprattutto dei giovani, componente fragile di una società sempre più povera di memoria e di riferimenti valoriali.
Non potendo mettere in campo azioni concrete, auspichiamo che contro tale risoluzione si manifesti la forte presa di posizione delle forze politiche democratiche lucchesi unitamente a quella dell’opinione pubblica più attenta e sensibile alla tutela del patrimonio storico e culturale dell’intera collettività.
Nell’attesa di ulteriori sviluppi i Mazziniani della Versilia e di Lucca rivolgono un appello agli amministratori locali invitandoli a ripensare una decisione poco logica che appare palesemente nociva per la dignità e il valore della nostra memoria storica e civile.





