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Lovaglio-Mps, che cosa può succedere da qui all’assemblea del 15 aprile

Che cosa farà Luigi Lovaglio (nella foto) dopo la decisione del cda della Banca Monte dei Paschi di revocargli le deleghe come amministratore delegato e i poteri di direttore generale. TradingView indica una possibile strada, quella di sfidare il board in assemblea il prossimo 15 aprile.

Tuttavia, Lovaglio parte in svantaggio secondo il giornale online. La sua lista di dodici nomi, con lui al vertice e l’ex Unicredit Cesare Bisoni come presidente del cdA, è sostenuta dalla famiglia Tortora, la cui holding PLT detiene l’1,2% di Montepaschi, e dal patron di UFI Filters, Giorgio Girondi, che possiede una quota superiore al 3%. 

Sul fronte opposto si trovano gli azionisti di maggioranza che lo hanno estromesso, come l’imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone, titolare dell’11% del capitale della banca. La sua lista prevede la nomina a nuovo a.d. di Fabrizio Palermo, attuale amministratore delegato di Acea ed ex numero uno di Cassa Depositi e Prestiti. A sostegno di Caltagirone dovrebbero esserci le casse previdenziali Enasarco ed Enpam, che detengono complessivamente circa il 3% delle azioni. A differenza di altre occasioni, il magnate capitolino non dovrebbe contare sull’appoggio dell’altro peso massimo della banca, Delfin. La holding della famiglia Del Vecchio, azionista di maggioranza con una quota del 17%, dovrebbe astenersi. Allo stesso modo, si farà da parte anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che possiede un pacchetto del 4,8%.

Con un quadro così delineato, Lovaglio potrebbe giocare un’altra carta: raccogliere consensi per la propria lista tra gli investitori internazionali e gli altri azionisti ancora indecisi. In gioco ci sono le posizioni di Banco Bpm e Anima Holding, che insieme rappresentano il 3,7% del capitale di Mps, e soprattutto quelle dei fondi BlackRock, Norges Bank e Vanguard, che complessivamente detengono circa il 12% delle azioni. Quest’ultimo terzetto aveva già sostenuto Lovaglio lo scorso anno, quando Mps aveva deciso di scalare Mediobanca. Il banchiere spera che tale appoggio possa ripetersi.

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