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Scatta l’allarme a Siena, università e unistrasi in difficoltà con pesanti ricadute sul territorio

Qualche giorno fa su sfogliamo.eu abbiamo scritto che Siena deve confrontarsi sul futuro della sua università e prendemmo spunto dal dibattito in corso sul Caso Medicina, dove si discute di professori e e ospedalieri. Scrivemmo che non era argomento solo da università ma Siena tutta, le istituzioni, le associazioni, quel che resta dei partiti dovevano riflettere su quello che fare perché la crisi dell’ateneo avrebbe avuto conseguenze pesantissime sull’intero territorio.

Ora Sinistra Italiana esprime un parere simile e lancia l’allarme allargandolo all’Università per Stranieri guidata dal rettore Tomaso Montanari e chiede di aprire un confronto pubblico sul futuro delle università senesi e sul loro ruolo strategico per la città.

Secondo Sinistra Italiana, il destino di Università degli Studi di Siena (nella foto il rettore Roberto Di Pietra) e Università per Stranieri di Siena è strettamente legato a quello del territorio: “Quando le università entrano in crisi – sottolineano in una nota – non è solo un problema accademico, ma riguarda tutta Siena, dal lavoro ai servizi fino alla tenuta economica”.

Scrive che ci sono le difficoltà quotidiane segnalate da studenti e lavoratori: orari ridotti, servizi in contrazione e un clima di incertezza diffuso. Ma soprattutto preoccupa il calo delle iscrizioni, definito come una “emorragia lenta ma costante” che rischia di impoverire la città.

Un nodo centrale riguarda anche la gestione delle risorse. Sinistra Italiana ricorda i fondi del PNRR destinati all’Ateneo senese, chiedendo maggiore trasparenza sui risultati concreti: quanti investimenti, quanti posti di lavoro stabili e quale impatto reale sulla capacità di attrarre nuovi studenti.

L’attenzione si allarga poi alla Università per Stranieri di Siena, definita un’eccellenza unica per la promozione della lingua italiana nel mondo ma oggi alle prese con tagli e criticità strutturali. Secondo Sinistra Italiana, il rischio è che il pareggio di bilancio venga raggiunto attingendo alle riserve, mentre i giovani ricercatori restano senza prospettive stabili.

Il quadro tracciato è netto: meno studenti significa meno affitti, meno consumi e meno opportunità. Un effetto a catena che coinvolge anche il sistema sanitario e in particolare il Policlinico Le Scotte, strettamente legato alla formazione universitaria.

Sinistra Italiana chiede di affrontare il problema e fa alcune domande: come attrarre studenti e trattenere talenti? Quali tutele per i lavoratori precari? E ancora: quale ruolo per il Comune guidato dal sindaco Nicoletta Fabio e per la Regione Toscana nel rilancio del diritto allo studio? “Le università sono un patrimonio di tutta la città. Difenderle significa difendere la storia di Siena e costruirne il futuro” è l’allarme di Sinistra Italiana. Chi lo ascolta?

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