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Che cosa pensa l’intelligenza artificiale della guerra

Su Manifesto Francesco Strazzari racconta di aver interpellato l’Intelligenza artificiale per un’analisi sul coinvolgimento dell’Italia nel conflitto in Medio Oriente. “Ho chiesto all’Ai Claude di analizzare il coinvolgimento dell’Italia nel teatro di guerra del Golfo, ovvero di mettere a fuoco lo scenario nel quale finiamo per esservi trascinati. Ho scelto Claude (Anthropic) perché è integrato nell’infrastruttura cognitiva e decisionale del Pentagono (tramite Maven/Palantir). In realtà Anthropic oggi è considerato «un rischio» dalla Casa bianca, per aver negato accessi che facilitano sorveglianza di massa e armi autonome. Stiamo dunque parlando con un acceleratore epistemico, che aumenta la densità informativa e la velocità decisionale, comprimendo settimane in minuti. Al ventunesimo giorno di guerra, il conflitto ha già colpito l’Italia in modo diretto (la base di Erbil, Kurdistan iracheno), anche se non letale. La missione Aspides nel Mar rosso, con tre navi della Marina militare. In linea con i partner europei, il governo ha rifiutato di aderire ad una coalizione navale a guida americana per Hormuz (Kaja Kallas ha ribadito che si colloca «fuori dal raggio di azione della Nato»). Ma il quadro militare non si sta per nulla stabilizzando. Si pensi alle azioni di decapitazione del regime iraniano da parte di Israele, al martellamento del Libano, allo spostamento di cinquemila marines, agli atti di guerra economica sulle infrastrutture energetiche iraniane (l’isola di Kharg), a Teheran che bersaglia navi in transito, aeroporti e ambasciate. Anche il quadro economico muove verso la crisi, con i mercati che reagiscono in modo coerente davanti a un serio shock energetico sistemico. In Europa, il prezzo del gas è aumentato di più del 60 per cento nel solo mese di marzo. C’è poi il quadro diplomatico: la manifesta ostilità Maga verso l’Unione europea, convergente con quella di Mosca, acutizza il dilemma della destra al governo in Italia, producendo le imbarazzate e imbarazzanti dichiarazioni dei giorni scorsi. Lo scenario più probabile nel quale l’Italia può essere coinvolta riguarda l’eventualità di un secondo attacco deliberato su Erbil, dove «l’Iran sta alzando la traiettoria». Se ci fossero caduti, Claude stima che «verrebbe cancellato lo spazio politico della neutralità»”.

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