Nelle elezioni di Prato irrompe l’entusiasmo di Jonathan Targetti
Stefano Bisi.
Spunta un altro candidato sindaco per Prato. E’ Jonathan Targetti, nato e cresciuto nella città laniera nel 1986 e laureato in Marketing e Internazionalizzazione all’università di Firenze. Nella vita fa l’imprenditore nel settore dell’antiquariato e del vintage militare. Blogger conosciuto, è molto seguito sui canali social di Targettopoli e nel 2024 si è candidato alle elezioni amministrative con una sua lista civica. Da allora è in campagna elettorale permanente.
La devo chiamare candidato sindaco?
“In questo momento stiamo lavorando per chiudere un rapporto con un mondo centrista allo scopo di dare un’alternativa a chi non si fida dei due poli”.
Ma sarà candidato sindaco?
“Le inchieste giudiziarie in corso stanno facendo ritardare la campagna elettorale. I grandi partiti sanno che la campagna elettorale meno dura e meglio è per loro”.
Chi visse aspettando…
“Stiamo cercando di aggregare realtà civiche e i partiti di centro. A giorni saranno sciolte le riserve. Si concretizza una piattaforma che raccoglie mondi vicini di un’area centrale”.
Prato vive un momento difficile.
“Viviamo una situazione molto complessa, le opacità hanno preso il sopravvento. Noi siamo per un approccio etico e trasparente alla politica. Noi siamo per la politica che governa i processi mentre in questi anni è stata strumento e non guida della città”
Al referendum sulla giustizia come voterà?
“Voterò Sì, ma vorrei tornare a parlare di Prato”.
Prego.
“Il 25 per cento di cittadini residenti sono stranieri e bisogna tener conto delle problematiche che provoca questa massiccia presenza. Per Prato penso a investimenti nelle infrastrutture. Viviamo in una città unica che è la Piana. Una tranvia tra Firenze e Prato serve come l’aria che respiriamo”.
Lei parla di approccio etico alla politica. Che ne pensa degli interventi recenti della magistratura sulle vicende pratesi?
“La magistratura in questa stagione è protagonista per la debolezza della politica che non fa interessi collettivi ma di parte. Io sono per il primato della politica. Ad agosto scorso un magistrato importante ha parlato di rapporti tra malavita cinese e politica locale, rapporti che si infittiscono nelle campagne elettorali”.
Non fa un bel quadro della sua città.
”Ne parlerò nel mio libro Pratown che uscirà il 28 marzo”.





