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Tra cubi bianconeri, torri, permessi e regole della democrazia

Invito in camera con vista… sulla nuova torre da 23 metri costruita all’ex ospedale militare. Ieri dieci famiglie di via San Gallo hanno aperto porte e finestre di casa per mostrare ai fiorentini l’impatto dellanuova costruzione. Un tour guidato a cui hanno partecipato anche tre consiglieri Pd – Luca Milani, Enrico Ricci e Patrizia Bonanni – Cecilia Del Re di Firenze democratica, Massimo Sabatini della lista Schmidt, Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune e Matteo Chelli di FdI, oltre al consigliere regionale pentastellato Luca Rossi Romanelli. “L’impatto c’è ed è importante – ammette Milani, capogruppo dem in consiglio comunale –. Chi dalle proprie finestre non vede più il Cupolone reclama un diritto negato, li capisco. Ma è importante ribadire che l’intervento ha ricevuto tutti i permessi necessari. Inoltre questa operazione ridà vita a uno spazio che era chiuso e che potrà essere attraversato. Ci sono degli aspetti negativi legati a diritti privati e soggettivi ma anche dei benefici per tutto il quartiere”. La Nazione racconta l’iniziativa di un comitato di cittadini. Sulle trasformazioni di Firenze interviene Stefano Fabbri che, da cronista esperto (non vecchio come si autodefinisce) ricorda all’ex sindaco Dario Nardella che nel programma di Sara Funaro non c’erano 12 studentati di lusso (nella foto quello di via Pietrapiana). Nardella aveva liquidato in modo frettoloso la protesta del comitato dicendo che i cittadini che lo hanno eletto due volte e poi la sua ex assessora Funaro hanno gradito le scelte dell’amministrazione e i bilanci si faranno alla fine di questo quinquennio. Intanto l’attuale prima cittadina incontrerà i residenti nei quartieri per capire le loro esigenze perché ha capito che le proteste non si possono liquidare con una battuta.

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