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La tragedia di Domenico e l’invito saggio di Lara: “State zitti!”

Stefano Bisi.

La tragedia del piccolo Domenico e della sua famiglia avrà pesanti ripercussioni negative su tutto il sistema dei trapianti. Diminuiranno le donazioni perché sorgeranno dubbi sulle capacità di effettuare espianti e trasporti e quindi tante vite che si potevano salvare saranno stroncate. Diminuirà il numero dei volontari che in tante parti d’Italia tengono in piedi il servizio sanitario nazionale. Crescerà la preoccupazione tra i medici e quindi il rischio di errori crescerà.

Un invito al silenzio, a “evitare la caciara”. A essere consapevoli dell’importanza e complessità del mondo della donazione di organi. Lo ha lanciato, anche attraverso i social, Lara Redditi, di Venturina Terme (Livorno), mamma di una bimba trapiantata nel 2013. Una richiesta che la donna ha sentito il dovere di fare a seguito dei tanti commenti, a volte fuori dalle righe e fuori contesto, scatenati sui social dalla tragedia del piccolo Domenico. Lara Redditi ha detto quello che pensa a La Nazione.

«Siamo tutti molto provati da quanto accaduto – dice la signora Redditi -. Le parole della madre di Domenico, che invita alla donazione, sono state meravigliose. Spero di poterla incontrare un giorno. Spero che si possa fare luce su quanto accaduto e che in futuro di fronte a tragedie come questa si riesca tutti ad avere un atteggiamento consono. Intanto, a chi parla sui social di donazione di organi, avanzando critiche generiche e confuse, mescolando aspetti diversi nell’attacco al sistema, senza conoscere questo mondo, mando un invito al silenzio. State zitti!“

”Mia figlia – dice Lara – è viva grazie a un trapianto di fegato eseguito in Italia nel 2013, quando aveva 4 anni. Immaginate cosa abbiano provato e stiano provando i genitori e cosa provi chi, come noi, ha vissuto la malattia estrema di un figlio. E pensate anche a cosa possano provare i familiari del donatore del cuore il cui trapianto ha fallito: verso di loro sento solo un senso immenso di gratitudine. Il nostro è un Paese all’avanguardia per i trapianti, inclusi quelli pediatrici. Bambini da tutto il mondo vengono da noi per avere salva la vita. Noi stessi abbiamo viaggiato su un volo di Stato: l’organizzazione è rigida, un esempio meraviglioso di come una comunità metta a disposizione le proprie eccellenze per salvare chi non avrebbe altra speranza”.

Potremmo concludere così: la saggezza di Lara.

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