Spulciando i file del caso Epstein si respira depravazione e fascino del potere
Alessandro Palumbo.
La lettura dei file relativi al caso Epstein è un esercizio lungo e faticoso (sono disponibili sul portale jmail in inglese e pessima traduzione italiana) e offre moltissime chiavi di lettura.
Sono presenti nomi noti e altri a me ignoti, donne, uomini, ci si trova una miscellanea di argomenti, riuscire a coglierne il nesso è difficile, eppure credo che lo scandalo che ne sta progressivamente uscendo sia molto più grave di quello che possa sembrare.
Non è solo la storia di depravazione che tutti conosciamo è anche un racconto sul fascino del potere, della ricchezza, di quello che può procurare.
Un fascino che ha colpito anche insospettabili, politici e intellettuali di destra e di sinistra, si trova anche Chomsky che da consigli di comportamento ad Epstein.
Certo non tutti, presumibilmente, conoscevano l’abisso morale in cui si contorceva, ma sicuramente tutti apprezzavano i benefici che quella amicizia poteva comportare.
Qualcuno potrebbe trarne anche il convincimento di una crisi morale dell’Occidente travolto dalla cupidigia, c’è chi lo ha paragonato agli eccessi che hanno causato il crollo dell’Impero Romano, di certo è una immagine che si fa fatica a guardare fino in fondo.
C’ è forse un insegnamento sulla necessità di ritrovare una etica di comportamento e forse più del metoo ci indica quanto ancora è lunga la strada che porta a guardare le donne con rispetto.
Ma di inquietante c’ è anche una altra lettura, più di tipo politico. Tra conversazioni squallide su festini e violenze si trovano conversazioni su affari con un senso di cupidigia che non guarda in faccia a nessuno.
Il coinvolgimento nei festini di politici o decision maker aveva scopi che andavano ben al di la del mero “sollazzo”; era un modo per legare indissolubilmente queste persone ai destini di una banda di affaristi, condizionandone le scelte, un modo soft di captatio benevolentiae o un ricatto? Centinaia di registrazioni catalogate con le descrizioni approfondite di quello che avveniva ci portano a pensare al peggio.
La domanda che dobbiamo porci è se questa modalità era solo finalizzata ad affari o aveva anche un riscontro politico.
Il nome di Trump nei file e i commenti che ci sono, una mail in particolare che, per decenza ,nonnomino parla di Trump e Putin e di immagini forse in possesso di Putin.
Tutto da provare evidentemente, ma vengono i brividi a pensare che le scelte geopolitiche possano essere influenzate in questo modo.
Steve Bannon che in Italia incontra politici per definire un progetto di costruzione di una destra che guarda con favore a Putin e che contemporaneamente si interessa della legislazione sulle criptovalute, un business dove Trump e i suoi amici sono molto attivi, è un dato su cui riflettere.
Siamo in presenza di un gruppo di gaudenti affaristi, o di chi vuole costruire un sistema di potere politico basato sul ricatto?
In UK l’ex ministro Peter Mandeston già ministro di Blair e di Brown e ambasciatore negli USA nominato da Starmer è travolto dal caso Epstein e dal sospetto di aver passato informazioni ai russi (ricatto da festini?)
La biografia di Epstein che aveva un passaporto falso, che era coinvolto nel traffico di armi in Iran attraverso contatti con servizi segreti, la sua compartecipazione a società di intelligence attraverso Barak ex primo ministro israeliano, ci spingono a guardare oltre la semplice volontà di fare business e oltre la sua personalità pedofila.
La pubblicazione non è completa e credo che ci riserverà molte sorprese, e come dicevo lo scandalo dovrà ancora uscire con la sua potenza deflagrante e si intreccerà con i molti misteri della morte di Epstein in cella.
La visita di Bannon in Italia, con gli incontri con politici e uomini di affari apre anche uno scenario italiano, dove la disinformazione russa è fortemente presente e dove i filorussi occupano posti di rilievo in Parlamento e al Governo.
Sullo sfondo lo spionaggio illegale, mai chiarito, con il sistema Paragon, gli accessi illegali al sistema informatico della DIA, lo scandalo dello spionaggio di Equalize società privata che aveva dossier su tutte le personalità della repubblica; tutti scandali dormienti.
Da ultimo lo strano caso di un generale, con passati compiti delicati e soprattutto con l’incarico di addetto militare presso l’ambasciata a Mosca, che improvvisamente scrive un libro che diventa un best seller con forti sospetti di acquisti massicci di gruppi filorussi; che poi acquisito dalla Lega di Salvini spinge per portare la stessa su posizioni di rottura con l’appoggio alla Ucraina. Una operazione che non ha avuto successo e che ha portato lo stesso a uscire dalla Lega per fondare un suo movimento con personaggi strani.




