La torcia olimpica squarcia la nebbia meneghina e illumina le vette ampezzane
Ariel Piccini Warschauer.
È successo davvero. Quando i riflettori di San Siro hanno squarciato la nebbia meneghina e, in un gioco di specchi tecnologico, le vette delle Dolomiti si sono illuminate a specchio, l’Italia ha capito di essere tornata al centro del mondo. I XXV Giochi Olimpici Invernali sono ufficialmente aperti. Una cerimonia “diffusa”, coraggiosa, che ha saputo annullare i 400 chilometri tra il Meazza e piazza Angelo Dibona a Cortina, trasformando il Paese in un unico, immenso stadio di ghiaccio e neve.
IL RITMO DELL’ARMONIA
Il tema era l’Armonia, e lo spettacolo curato da Balich Wonder Studio non ha tradito le attese. L’apertura è un omaggio alla storia: l’attrice Matilda De Angelis evoca i giganti dell’opera – Verdi, Rossini, Puccini – trasformando il prato di San Siro in un’orchestra cromatica. Ma è quando sale sul palco Mariah Carey che il battito accelera. In un abito bianco da regina delle nevi, la popstar americana regala una versione da brividi di “Nel Blu, dipinto di Blu”. Vedere San Siro cantare “Volare” insieme a un’icona mondiale è l’immagine di un’Italia che sa farsi amare senza confini.
LA SFILATA: BOATO AZZURRO
L’ingresso delle delegazioni è, come sempre, il cuore pulsante. Gli Stati Uniti sono un esercito di 235 atleti, guidati in tribuna dal vicepresidente JD Vance, accolto da una reazione composta ma con qualche fischio isolato. Clima più teso per la delegazione di Israele, accompagnata da una contestazione sonora durata però pochi istanti.
Poi, il silenzio che precede la tempesta. Sulle note di un remix epico dei grandi successi italiani, entra l’Italia Team. Sono 146 cuori azzurri. A Milano, Arianna Fontana e Federico Pellegrino guidano il gruppo del ghiaccio; a Cortina, Federica Brignone e Amos Mosaner portano il Tricolore tra le loro montagne. È un boato che fa tremare il terzo anello: l’abbraccio di un popolo ai suoi campioni.
LO STILE E L’EMOZIONE
L’omaggio a Giorgio Armani trasforma la sfilata in una passerella di alta moda vivente, con le modelle che compongono un Tricolore umano. Poi il protocollo: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, solenne, osserva i Corazzieri issare la bandiera a Milano, mentre a Cortina tocca a tre Carabinieri donna scrivere la storia.
L’ACCENSIONE: IL RITORNO DEI RE
Il momento della verità arriva con la torcia. A San Siro sono le leggende del calcio, Franco Baresi e Beppe Bergomi, a dare il via all’ultimo miglio, passandola ai campioni del volley (Egonu, Danesi, Giannelli). Ma il climax è fuori dallo stadio: all’Arco della Pace, in una Milano vestita a festa, sono Alberto Tomba e Deborah Compagnoni – sei ori olimpici in due – ad accendere il braciere. In contemporanea, a Cortina, è Sofia Goggia a incendiare la notte ampezzana dopo il passaggio di consegne con Gustav Thöni.
MALAGÒ: “UN’EDIZIONE PIONIERISTICA”
“Siamo pronti a scrivere una nuova pagina”, ha dichiarato un emozionato Giovanni Malagò. “Questa sarà l’edizione dell’equilibrio tra uomo e donna e del rispetto per l’ambiente”. Le parole lasciano spazio ai fuochi d’artificio che illuminano il Duomo e le Tofane. Ora si fa sul serio. Caccia all’oro, caccia alla gloria. Benvenuti a casa nostra.




