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La paura dell’avversario è il principale collante elettorale di centrodestra e centrosinistra

Flavia Perina su La Stampa sostiene che sia centrodestra sia centrosinistra abbiano rinunciato a risolvere le proprie divisioni interne, puntando invece sulla tattica dell’“ultimo miglio”: rinviare i nodi più controversi fino a ridosso delle elezioni e chiedere poi agli elettori di compattarsi per evitare la vittoria degli avversari. Nel campo progressista restano irrisolte le divergenze tra Pd e M5S su Ucraina, difesa europea, Safe e missioni internazionali. Nel centrodestra, invece, vengono continuamente rinviate decisioni su legge elettorale, giustizia, intercettazioni, spese militari e fondi europei. Sullo sfondo rimane anche il tema di un possibile accordo con Roberto Vannacci, formalmente escluso ma mai del tutto archiviato.

Secondo Perina, la stabilità garantita dal governo Meloni avrebbe potuto favorire una riorganizzazione più solida del sistema politico, ma l’occasione è stata sprecata. Il centrosinistra non è riuscito a costruire una proposta di governo condivisa, mentre il centrodestra non ha consolidato il modello politico ereditato dall’era Berlusconi. La conclusione è che entrambe le coalizioni appaiono oggi più fragili e dipendenti dalla logica emergenziale del “se no vincono gli altri”, trasformando la paura dell’avversario nel principale collante elettorale.

La paura dell’avversario è il principale collante elettorale di centrodestra e centrosinistra

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