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La Lega non è più la Lega e un lumbard attacca i manifesti contro Salvini, Giorgetti e Fontana

Dietro ai manifesti comparsi nei giorni scorsi in Lombardia contro la Lega c’è Egidio Castelli, imprenditore dell’acciaio con un passato nella Lega delle origini e da tempo critico nei confronti del Carroccio. È stato lui stesso a rivendicare la paternità dell’iniziativa, spiegando di aver investito circa 2.400 euro di tasca propria per finanziare la campagna di affissioni firmata “Fronte Nord”. Lo scrive La Stampa.
Per Castelli il problema non è una singola scelta politica o la trasformazione della Lega in partito nazionale. La sua critica è molto più radicale e investe l’intero movimento. «La Lega non è più la Lega», ripete, sostenendo che il partito abbia tradito i principi autonomisti e federalisti che ne avevano ispirato la nascita.
Nel mirino finiscono i principali esponenti del partito, a partire da Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti e dal presidente della Lombardia Attilio Fontana. Secondo Castelli “rappresentano una classe dirigente che governa da decenni senza essere riuscita a dare risposte ai problemi del Nord, dall’industria alla sanità, fino alla difficoltà delle imprese nel reperire manodopera qualificata”. Critiche che lui stesso ha rilanciato rivendicando pubblicamente l’iniziativa dopo il clamore suscitato dai manifesti.

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