Rigassificatore di Piombino, trasformare l’emergenza in asset
Pablo Cinci*.
Il futuro industriale e occupazionale di Piombino e della Val di Cornia non si
costruisce con i veti ideologici o con la demagogia del “no a tutto”, ma investendo nell’innovazione,
l’integrazione logistica e la sostenibilità reale.
L’Associazione Appello per il Lavoro, da sempre schierata a difesa degli investimenti industriali e
infrastrutturali del territorio, lancia oggi una proposta: implementare, presso il porto di Piombino, un servizio
strutturato di distribuzione di Gas Naturale Liquefatto (GNL) destinato al bunkeraggio marittimo, consentendo
il rifornimento diretto delle navi con combustibili a ridotto impatto ambientale in sostituzione di quelli attuali,
altamente inquinanti.
Questa transizione non risponde solo a una stringente necessità ecologica, ma intercetta direttamente i
bisogni più urgenti della grande committenza industriale. Come emerso anche dal recente dibattito del
Business Meeting “Industria, Logistica e Metalli” (pubblicato su Shipping Italy), la competitività del comparto
manifatturiero pesante ed europeo – a partire da quello siderurgico e dei metalli – dipende in modo critico da
un cambio di paradigma radicale della logistica. Le aziende oggi chiedono a gran voce affidabilità, contratti a
lungo termine, soluzioni innovative e investimenti strutturali condivisi per superare i rischi di interruzione delle
catene di fornitura (disruption).
“Il rilancio dell’industria manifatturiera non può prescindere da una logistica integrata e sostenibile.
Piombino ha l’occasione unica di posizionarsi come hub di eccellenza, offrendo alle compagnie di navigazione
e ai grandi caricatori industriali quella certezza operativa e quella riduzione dell’impronta carbonica che i
mercati internazionali oggi pretendono.”
La vicina esperienza del porto di Livorno – dove il terminale di rigassificazione offshore di OLT ha già attivato
il servizio di Small Scale LNG, consentendo alle bettoline di caricare il combustibile per rifornire le navi o i
depositi costieri – dimostra che questa è la direzione intrapresa dai grandi scali europei.
Ci auguriamo che a Piombino non si scelga l’immobilismo, a causa dei soliti pregiudizi ideologici: la Toscana
ha l’opportunità unica di creare un asse logistico-energetico integrato d’avanguardia nel Mediterraneo.
Utilizzare una infrastruttura strategica, già presente e operativa sul territorio, per attivare la catena del GNL
e del bunkeraggio significa introdurre un’azione con una forte ricaduta ambientale, in termini di riduzione
delle emissioni, con un progetto pragmatico, legato all’economia reale. Il passaggio dei traghetti, delle navi
merci e delle portacontainer dagli idrocarburi pesanti al GNL, permetterebbe l’abbattimento immediato del
100% degli ossidi di zolfo (SOx), di oltre l’80% degli ossidi di azoto (NOx) e del 95% delle polveri sottili (PM),
migliorando drasticamente la qualità dell’aria del golfo e della città.
I Vantaggi Strategici della Proposta per Piombino:
• Valorizzazione dell’esistente: nessun nuovo consumo di suolo, ma la massimizzazione dell’efficienza
della banchina e del rigassificatore già operativo, a tutela della sicurezza energetica e della
competitività locale.• Attrattività per l’Industria Siderurgica e dei Metalli: fornire un porto con servizi di bunkeraggio green
risponde alle richieste logistiche di contratti di lungo periodo stabili e catene logistiche integrate,
rendendo le acciaierie e il polo industriale di Piombino un unicum competitivo in Europa.
• Sviluppo di Nuova Occupazione: l’avvio di servizi logistici legati allo small-scale GNL genera posti di
lavoro, consolidando la vocazione industriale ed emendando le debolezze occupazionali dell’area.
• Risposta concreta ai mercati: si anticipano le stringenti normative internazionali sulla de-
carbonizzazione dello shipping, posizionando lo scalo toscano all’avanguardia nelle rotte del
Mediterraneo, specie a seguito della designazione dell’area SECA (ovvero all’interno della quale le
emissioni consentite di zolfo da combustibili marittimi saranno ridotte ad un quinto di quanto
consentito attualmente).
Appello per il Lavoro invita le istituzioni locali, la Regione Toscana, l’Autorità di Sistema Portuale e i player
energetici operanti sullo scalo a superare le timidezze e ad aprire immediatamente un tavolo tecnico-
operativo.
Chi dice di voler tutelare l’ambiente opponendosi alle infrastrutture energetiche in modo ideologico, rischia
di condizionare il futuro del nostro territorio, spingendolo verso il declino economico e contribuendo alla
dipendenza dai vecchi combustibili fossili.
La vera svolta ecologica marcia di pari passo con lo sviluppo tecnologico e il lavoro.
Piombino non può permettersi di perdere questa sfida di modernizzazione.
*Pablo Cinci è il presidente di Appello per il lavoro e lo sviluppo a Piombino





