Caro Energia, appello a Plures per tariffe agevolate per gli esercizi storici fiorentini
“Chiederemo a Plures una tariffa agevolata riservata agli esercizi storici di Firenze per far fronte al caro energia. Con la collaborazione delle categorie economiche, vogliamo inoltre aggiornare entro fine anno il regolamento di queste botteghe all’interno del più generale regolamento Unesco. Entro settembre puntiamo a lanciare un bando per offrire contributi agli esercizi storici attingendo ad un plafond accantonato dal Comune che per ora è di 100mila euro”. Lo ha annunciato Jacopo Vicini, assessore alle attività produttive del Comune di Firenze, intervenendo in Camera di commercio al convegno “Noi siamo Firenze: radici e prospettive – Un dialogo tra esercizi storici e istituzioni su economia e sostenibilità” cui hanno portato il loro saluto Massimo Manetti, presidente della Camera di commercio di Firenze, Aldo Cursano, presidente di Promo Firenze, Gabriele Maselli, presidente dell’Associazione esercizi storici che ha organizzato l’evento, e i vertici delle associazioni di categoria territoriali.
“La Camera di commercio è lieta di ospitare questo convegno che arriva al termine di un percorso partecipato da tutti gli attori del territorio, in primis l’Associazione esercizi storici fiorentini, sulla necessità di difendere il patrimonio economico e culturale rappresentato da queste attività a fronte della profonda trasformazione dei centri urbani legata ai flussi turistici di massa – ha detto il presidente della Camera di commercio Massimo Manetti – A me l’espressione overtourism non piace, il turismo è una ricchezza che va governata”.
Al segretario generale della Camera di commercio di Firenze, Giuseppe Salvini (nella foto), il compito di spiegare come negli ultimi anni, sotto il profilo economico e dell’offerta commerciale, è cambiato il profilo della città. “Incremento delle presenze turistiche, e-commerce, sviluppo della Gdo e costi degli affitti commerciali hanno comportato la tendenza alla desertificazione delle attività tradizionali con la parziale sostituzione da parte di ristoranti, strutture ricettive, alberghiere e di alloggio – ha detto Salvini – Oggi l’area Unesco concentra circa il 25% dell’occupazione e del valore aggiunto dell’intero comune pur coprendo una porzione limitata del territorio, appena 5 chilometri quadrati rispetto ai 102 dell’intera estensione comunale. In questo scenario – ha aggiunto il segretario generale – il commercio di vicinato in area Unesco mostra una diminuzione di 580 imprese rispetto al 2014, mentre nello stesso periodo per l’artigianato si sono perse circa 600 attività”.
Al dibattito è approdato il grido di dolore di chi lamenta l’aumento degli affitti – “Mi sono vista chiedere un aumento del canone da 5.000 a 20.000 euro al mese”, ha detto un’esercente – e le istanze dei quattro tavoli di lavoro organizzati sul tema della difesa dei negozi storici: la richiesta negli strumenti urbanistici del riconoscimento del valore storico di certi immobili per vincolarne la destinazione al tipico commercio tradizionale, politiche e incentivi per il ricambio generazionale, lo sgravio fiscale, la sburocratizzazione delle pratiche, campagne di comunicazione e percorsi turistici dedicati. “Occorre abbandonare gli individualismi che a volte connotano il nostro settore – è stato detto – E’ importante fare squadra per raggiungere i risultati ottenuti dai centri commerciali naturali”.





