Enzo Cheli: “Se la Costituzione non è di sinistra, a maggior ragione non è e non può divenire di destra, va trattata con cura”
Enzo Cheli, già vicepresidente della Corte costituzionale, allievo di Paolo Barile, in un articolo pubblicato da La Stampa scrive che “per mettere in campo riforme costituzionali ragionevoli mi pare che esista oggi una sola via praticabile che è quella che il Capo dello Stato e gli altri organi di garanzia stanno da tempo ripetutamente suggerendo: le riforme costituzionali, quando sono necessarie, vanno fatte, ma non devono risultare strumentali ad un interesse di parte. Da qui la necessità di una maturazione culturale che faccia comprendere bene la vera natura e la vera funzione unificante di una Costituzione la cui riforma deve sempre nascere da un colloquio approfondito e sincero tra tutte le forze in campo, così come accadde negli anni della Costituente. E infatti se, come è stato scritto di recente, la costituzione “non è di sinistra” essa, a maggior ragione, per i principi che afferma, non è e non può divenire di destra. Per questo va trattata con cura e rispetto nell’interesse non di una parte, ma di tutti dal momento che rappresenta il principale strumento che ha tenuto unito e seguita a tenere unito un Paese politicamente molto diviso com’è il nostro”.





