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La furia rottamatrice di Renzi all’attacco di Giorgia ma Sechi ne rileva le contraddizioni

Il direttore Mario Sechi su Libero scrive che Matteo Renzi ha perso la centralità elettorale ma continua a esercitare un ruolo importante nelle dinamiche parlamentari e nell’opposizione a Giorgia Meloni. Pur distante culturalmente dal Pd guidato da Elly Schlein e dai suoi alleati del Campo largo, Renzi viene descritto come uno degli attaccanti più attivi contro il governo, in una trasformazione politica che lo ha avvicinato anche all’ex rivale Giuseppe Conte. Sechi sostiene che il leader di Italia Viva continui a esercitare una “egemonia rottamatrice”, ma spesso attraverso posizioni contraddittorie. L’esempio indicato è la campagna del 2 per mille di Italia Viva, costruita attorno allo slogan “Quando c’era lei i treni arrivavano in ritardo”, comparso nelle stazioni ferroviarie con richiami grafici e simbolici al Ventennio e all’immaginario fascista. Secondo l’autore, il messaggio allude esplicitamente a un parallelo tra Mussolini e Meloni, utilizzando l’antifascismo come strumento polemico. Una scelta che Sechi considera paradossale, ricordando come lo stesso Renzi, nell’estate del 2022, avesse criticato la sinistra per l’uso sistematico dell’accusa di fascismo contro il centrodestra. All’epoca, osserva l’autore, Renzi aveva avvertito che demonizzare Meloni avrebbe prodotto l’effetto opposto, rafforzandola elettoralmente, e i risultati delle elezioni avrebbero confermato quella previsione. Oggi però, secondo Sechi, il leader di Italia Viva avrebbe cambiato linea, scegliendo proprio quella categoria politica che in passato considerava inefficace e controproducente. L’autore osserva inoltre che Renzi arriva in ritardo rispetto alla sinistra più radicale rappresentata da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, già impegnati da tempo su un terreno politico fondato sull’antifascismo militante. Per Sechi, il “pendolino fascio-ferroviario” evocato dalla campagna di Italia Viva finisce così per rappresentare un’operazione propagandistica più nostalgica che efficace, destinata a muoversi su un “binario morto”.

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