Venezia e Salerno, un giovane amministratore e un sindaco di lungo corso vincono le elezioni
Andrea Iannuzzi su repubblica.it commenta i risultati delle elezioni comunali di Venezia e Salerno. Un giovane amministratore di centrodestra radicato nel territorio e un highlander ultrasettantenne della politica di centrosinistra: non potrebbero essere più diversi i volti della vittoria in questa tornata elettorale per il rinnovo di oltre 700 comuni in tutta Italia. Simone Venturini a Venezia e Vincenzo De Lucaa Salerno hanno in comune una sola cosa: aver dato un dispiacere al quartetto Schlein-Conte-Bonelli-Fratoianni.
L’alleanza Pd-5 Stelle-Avs perde i due capoluoghi principali in palio, anche se tecnicamente sul golfo tirrenico vince un uomo del Partito democratico, l’intramontabile viceré De Luca, alla sua quinta elezione da sindaco dopo la pausa di due mandati da governatore della Campania. Ma il plebiscito che lo riporta alla guida del suo feudo arriva senza i vessilli dell’alleanza giallo-rosso-verde che aveva consentito a Roberto Fico di conquistare la poltrona lasciata vacante proprio da De Luca: il candidato sostenuto da 5 Stelle e Avs, Franco Lanocita, si ferma intorno al 15 per cento, più o meno sulla soglia dell’avversario di centrodestra Gherardo Marenghi. E il trionfo di don Vincenzo non può essere formalmente rivendicato dal partito di Elly, che non ha portato il proprio simbolo alle urne e da tempo non può considerare De Luca organico al proprio progetto politico. Come ha scritto con efficacia Francesco Bei, più che del campo largo questa è una sconfitta del campo rotto.
Fin qui, però, tutto secondo copione: il risultato di Salerno era ampiamente annunciato. La doccia fredda per il centrosinistra arriva invece sulle sponde dell’altro mare, l’Adriatico un tempo dominato dalla Repubblica Serenissima: a Venezia affonda una coalizione molto più ortodossa, con i tre partiti principali regolarmente schierati e alleati a sostegno dell’ex parlamentare dem Andrea Martella.
Sovvertendo pronostici e sondaggi, che avevano portato sia Schlein che Conte in Laguna a sostenere il proprio candidato, vince l’alfiere del centrodestra Simone Venturini, 38 anni, nel segno della continuità con il suo predecessore Luigi Brugnaro. Assessore uscente dell’attuale giunta, Venturini sarà il sindaco più giovane del dopoguerra, dopo essere riuscito a coagulare il voto della terraferma – dove è nato e ha mosso i primi passi in politica, giovanissimo consigliere comunale in quota Udc – e quello del centro storico, dove oggi vive e ha operato da amministratore.
Evidentemente sui veneziani non hanno fatto presa le polemiche culturali, i casi Fenice e Biennale e le altre questioni che appassionano i “foresti”, né i guai giudiziari che hanno sfiorato il sindaco e la sua giunta. Nella città dei “campi” per antonomasia, non se ne è trovato uno abbastanza largo da contenere le ambizioni di riconquista del centrosinistra.





