Vannacci rallenta nei sondaggi e perde i pezzi
Avrà mica perso il tocco il Generale in pensione Roberto Vannacci? È sempre, beninteso, decisivo per le sorti del destra-centro – appeso come la coalizione campolarghista ai contributi esterni – ma il leader di Futuro Nazionale ora sta calando nei sondaggi. E ridiciamolo pure: il fenomeno Vannacci è tutto fuorché esaurito, ma dopo mesi e mesi di maratona matta e disperatissima, l’ex vicesegretario federale della Lega sembra rallentare. Lo scrive David Allegranti sul Quotidiano Nazionale.
Rallenta nelle sparate social-televisive, rallenta nel dibattito pubblico. Rallenta persino nelle compravendite, visto che dopo mesi di ingaggi parlamentari ed extraparlamentari (tutti con Vannacci!, sembrava lo slogan perfetto), ora c’è chi se ne va da Futuro Nazionale: in provincia di Cosenza cinque referenti di altrettanti comitati, Eugenio Salerno (Castrovillari), Simona Russo (Cosenza), Francesca Rosito (Morano Calabro), Gianfranco Groccia (Spezzano Albanese) e Vincenzo Borrelli (Altomonte), insieme a Gaetano Falabella, cofondatore del comitato di Francavilla Marittima, hanno annunciato la loro fuoriuscita definitiva dal movimento, dopo una preliminare fase di cosiddetta autosospensione (qualunque cosa voglia dire autosospendersi da un partito; o si è iscritti o non lo si è).
Comunque, alla base della decisione, descritta come “collettiva e ponderata”, non vi sono questioni personali, “ma divergenze sul metodo, sulla gestione organizzativa e sull’indirizzo politico del movimento”. Gli ex vannacciani hanno denunciato dinamiche riconducibili alla “vecchia politica: decisioni calate dall’alto, scarsa partecipazione e un crescente distacco dalle comunità locali”. Hanno criticato una linea politica giudicata “troppo estrema e distante da un centrodestra moderno, equilibrato e responsabile”. Fantastico: Vannacci è troppo estremo persino per chi ha deciso di raggiungerlo nel suo nuovo partito, salvo fuggirsene poi a gambe levate.
Il Generale in Pensione negli ultimi mesi s’è inventato di tutto, tra sortite sulle gonne, campagne di remigrazione, attacchi ai vertici del destra-centro e dell’Europa. Ora sembra far finta di non vedere che le cose vanno meno bene del previsto; d’altronde, mantenere alto il livello è complicato anche per un animale politico da palcoscenico come lui: “Futuro Nazionale continuerà a combattere per gli italiani, con coerenza e coraggio. Continueremo a portare avanti le istanze, i problemi e le speranze di tanti cittadini che nessuno ascolta più”, ha scritto Vannacci su Facebook, prendendosela con evidentemente con il governo Meloni senza citarlo: “Quattro anni fa: il gasolio costava 70 centesimi in meno al litro; il pane costava un euro in meno al kg; la pressione fiscale era di 2 punti inferiore; c’erano 400.000 stranieri in meno residenti in Italia. Se vogliamo cambiare l’Italia a l’Europa dobbiamo cambiare rotta. E noi di Futuro nazionale siamo gli unici garanti di questo cambiamento”. Contrariamente, è il sottinteso, a quanto fatto dal governo Meloni che è si è venduto ai poteri forti, poteri storti, poteri morti.





