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Vannacci attacca Cecchettin: “Si decostruisce il maschio, i figli li educhino i genitori e non la scuola pubblica”

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Gisèle Pelicote e Gino Cecchettin si sono incontrati per la prima volta oggi, al Festivaletteratura di Mantova. Lei, volto della battaglia contro la vergogna delle vittime di violenza. Lui, padre di Giulia, uccisa dall’ex fidanzato nel 2023, e oggi impegnato con la Fondazione dedicata alla figlia, finita al centro degli attacchi di Roberto Vannacci sul programma di educazione al rispetto nelle scuole. Nel parla il Quotidiano Nazionale.

A unirli è una lotta al patriarcato, che si incarna nel murale “Smash the patriarchy” a Milano, dedicato a Giulia e Gisèle. “La vergogna non mi appartiene più”, dice Pelicot. “La vergogna deve cambiare lato”. Cecchettin si sofferma su ciò che accade prima: “La vergogna viene dopo e forse non è neppure vergogna”. Alla domanda su cosa accomuni gli aggressori: “Il possesso. Possedere vuol dire vedere la persona come una cosa, un oggetto, l’amore è donare”.

Il confronto di Mantova assume un significato ancora più forte per lo scontro sul protocollo firmato nel 2025 tra la Fondazione Cecchettin e Valditara per promuovere educazione al rispetto e alla parità di genere nelle scuole. A contestarlo è stato Stefano Valdegamberi, consigliere regionale veneto di Futuro Nazionale, chiedendo al ministro di fermare il “programma Cecchettin”. Il protocollo sarebbe un“cavallo di Troia” per introdurre nelle aule “un’impostazione ideologica” sul maschile.

Il leader di Futuro Nazionale prende la palla al balzo e rilancia la polemica. Vannacci scrive, nero su bianco: “Non voglio che nessuno educhi i miei figli, visto che l’educazione rimane diritto-dovere dei genitori”, scrive, richiamando l’articolo 30. E aggiunge: “L’ideologia di genere e la decostruzione maschile la insegnino nelle associazioni Arci o nei Gayclub ma non nella scuola pubblica”.

Le dichiarazioni del generale suscitano reazioni immediate da tutte le forze politiche. Flavio Tosi (Forza Italia) difende l’educazione al rispetto: “Abbiamo un problema valoriale gigantesco” e “ben venga” il lavoro nelle scuole. Anche esponenti di Lega e FdI difendono il principio della prevenzione. Dal centrosinistra la condanna è netta. La dem Chiara Luisetto accusa Valdegamberi di “indegna strumentalizzazione”. L’eurodeputata Alessandra Moretti definisce le parole di Vannacci “incredibili”: “Senza l’educazione all’affettività avremo un mondo pieno di trogloditi”, attacca, accusandolo di voler riportare il Paese a un “nuovo Medioevo”.

Pelicot chiude il suo intervento a Mantova con un appello rivolto ai giovani: “Non tornate indietro, non mollate, fatevi sentire”. Parole che riportano alla cronaca di questi giorni, al caso di Lorena Isceri, uccisa a 45 anni a Barberino del Mugello. Il padre chiede alla politica e alla società più prevenzione.

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