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Politica

Un’altra preghiera laica del mattino: l’attualità mazziniana

Roberto Pizzi.

Un’altra riflessione per una laica preghiera mattutina è stata suggerita dalla lettura di un articolo comparso in calce alla prima pagina de “Il Riformista” di  martedì  8 settembre. Il suo titolo – “Il patriottismo è l’antidoto al Fascismo” – porta la firma di Mirko Bertozzi. Il giornalista, partendo dalla battaglia di Porta San Paolo combattuta a Roma nel settembre del 1943, dopo la caduta di Mussolini e l’intervento militare dei tedeschi, ci ricorda che gli Italiani si divisero in due schieramenti, dando vita ad una sanguinosa guerra civile, definita da alcuni contemporanei la “morte della patria”; secondo altri, invece, giudicata come un momento  di riscatto o di  “rinascita nazionale”. Riusciti in qualche modo a ricostruire l’Italia dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale,  grazie ad una tregua nelle asprezze fratricide, dopo 83 anni da quegli eventi, con “alti e bassi”, ci ritroviamo, di nuovo, secondo l’autore dell’articolo, in una situazione dove compaiono criticità nella convivenza, alimentate da nuove paure che portano all’indebolimento del pensiero ead una nuova spaccatura  del corpo collettivo della nazione. Si ripropone l’equivoco che confonde il concetto di Patriottismo con quello del Nazionalismo. Ecco che, secondo l’autore di questo articolo, per fronteggiare questo pericolo  occorre riscoprire i profondi messaggi mazziniani di Dovere, Umanità, Europa

Concetti già espressi – ricordiamo – del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi nel corso del 2005;  ripresi poi dall’attuale capo dello Stato,   Sergio Mattarella, che sottolineòcome “Unità istituzionale e unità morale sono le due espressioni di quel che ci tiene insieme. Di ciò su cui si fonda la Repubblica”. Anche Michele Salvati, un serio economista di quella area politica che un tempo si ispirava a Marx, nel 2005 scrisse inascoltato un articolo per un prestigioso giornale nazionale, dal titolo: “Idea: ripartiamo da Giuseppe Mazzini”. Per lui occorreva riscoprire il famoso incipit Dei doveri dell’uomo  che diceva “Vogliamo parlarvi dei vostri doveri”, perché “Dio sa se ne abbiamo bisogno in questi confusi momenti”. Perfino gli aridi economisti, continuavaSalvati, avevano riscoperto il ruolo di Mazzini, che era stato il più appassionato teorico del nazionalismo democratico, non aggressivo e se Marx lo irrideva per il suo idealismo, sappiamo che aveva ragione Mazzini e che la partecipazione politica di uomini e donne, il suffragio, l’istruzione diffusa, le occasioni di lavoro potevano aver ragione delle ingiustizie del primo capitalismo. A queste voci si aggiunse, poi, un autorevole giornalista come Federico Rampini, che nel suo libro   La notte della sinistra (2019) criticò il vezzo di molti italiani, capaci di entusiasmi solo per cose che escono dall’ambito dell’Italia, timorosi di pronunciare la parola “Nazione”, quasi eufemismo della parola “fascismo”.  Curiosa deformazione, perché non si dà un solo caso di liberal-democraziamoderna che non sia nata in quell’ambito, dentro lo Stato-nazione. Mazzini e Garibaldi – (che nessuno legge più) sono tra i padri nobili  della sinistra italiana, – ha detto ancora Rampini  – e purtroppo sono stati dimenticati, sostituiti dai tanti leader del Terzo Mondo – da Gandhi a Ho Chi Min a Fidel Castro – trascurando il fatto che anche loro  erano prima di tutto dei patrioti. Rampini pone infine,  provocatoriamente,  una domanda alla quale occorre rispondere: “C’è qualcosa di malsano nel voler bene alla nostra nazione, sempre nel rispetto delle altrui identità statuali con le quali costruire una convivenza civile ed un futuro migliore?

Mirko Bettozzi ci sembra riassumere queste posizioni  sopra riportate  alle quali aggiunge che “le dittature nascono dal caos e dal malcontento generale”, purtroppo presenti già  da tempo sul nostro territorio  e alimentati dalle dimenticanze collettive di quello spirito repubblicano insegnato da Mazzini, che devono essere risanate,  rigettando nel contempo la tesi che il Patriottismo sia l’anticamera che conduce al Fascismo.

L’occasione di riflessione su questi argomenti ci sembra necessaria più che mai, stante il drammatico momento che sta vivendo l’Europa – tanto amata da Mazzini – alla luce delle recenti inquietanti elezioni avvenute nella Sassonia-Anhalt. 

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