Un colpo di pistola al comando dei vigili urbani di Siena come se nulla fosse
Come se nulla fosse. Un colpo di pistola è partito accidentalmente dall’arma in dotazione a un agente all’interno del Comando della Polizia Locale di Siena nel pomeriggio del 1° luglio. Un episodio rivelato dalle pagine de La Nazione e rilanciato dal Corriere di Siena, che ha immediatamente riacceso il dibattito politico sulla sicurezza. L’assessore alla polizia municipale Fiamma Cardini ha detto che sarà fatta piena luce sull’accaduto, ma minimizza, quasi come nulla fosse accaduto. Sulla vicenda è intervenuta la consigliera comunale del Partito Democratico, Anna Ferretti, esprimendo forte apprensione sia per le dinamiche dell’incidente sia per le modalità con cui è stata introdotta la novità delle armi in dotazione ai vigili urbani.
La consigliera dem ha messo in evidenza come la notizia rompa il clima della festa cittadina, sollevando interrogativi inquietanti sulla gestione delle armi da fuoco. “Nei giorni di Palio facciamo fatica a discutere di altri temi ma l’articolo di stamani su un quotidiano locale è preoccupante. Leggere che nel Comando della Polizia municipale nel pomeriggio del 1 luglio è partito un colpo è molto preoccupante. Qualcuno dentro il Comando aveva il colpo in canna, perché?” si domanda l’esponente dell’opposizione.
Il fulcro della critica si sposta poi sulle scelte strategiche dell’amministrazione e sulla rapidità con cui si è arrivati a questa svolta, giudicata troppo affrettata rispetto alla complessità della materia. “Quando abbiamo discusso dell’uso delle armi da parte della Polizia municipale una delle cose che ci ha molto preoccupato è stata la fretta di uscire con questa novità per Siena con la motivazione che così potevamo meglio garantire la sicurezza del Corpo di polizia municipale. Ora scopriamo che “qualcuno” gira con il colpo in canna! Questo è uso dell’arma per tutelare la sicurezza dei Vigili urbani? Ricordo che l’ arma in dotazione è prevista primariamente per tutela della loro incolumità e difesa personale durante l’espletamento dei servizi istituzionali. Le procedure messe in essere per regolamentarne l’uso sono adeguate? Sono verificate adeguatamente?” incalza Ferretti.
La visione politica espressa nel comunicato punta a ridefinire il concetto stesso di sicurezza urbana, che per il Partito Democratico non può dipendere dall’approccio repressivo o da una gestione superficiale dei dispositivi di difesa. “Continuo ad essere convinta che la sicurezza si tutela prima di tutto con servizi adeguati e che la protezione migliore per il Corpo della Municipale è la fiducia e la stima di cui godono tra i cittadini. Ho l’impressione e l’ho espressa nella replica all’interrogazione che ho fatto ad aprile sull’applicazione di alcuni articoli del Regolamento nuovo, che le novità introdotte siano state frettolose e non ragionate” spiega la consigliera, richiamando anche la sua precedente posizione espressa in aula mesi fa.
L’analisi di Anna Ferretti si fa ancora più stringente quando tocca il tema dei controlli e del comportamento degli agenti sul territorio, specialmente alla luce di quanto accaduto nella sede del Comando di via Tozzi. “Nel Corpo della Municipale ci sono servizi che vanno calibrati e registrati: alcuni episodi in cui si voleva controllare hanno creato criticità per i cittadini. Occorre una formazione più adeguata rispetto a quella attuale. L’approccio della Municipale non deve essere quello del “poliziotto cattivo”, che magari gira con il colpo in canna (visto quello che è accaduto aggiungo ora), ma quello di una presenza che controlla con equilibrio e capacità di relazione, in particolare quando svolge servizio in borghese” osserva nel testo.
La vicenda è comunque destinata ad approdare molto presto nell’aula di Palazzo Pubblico per un chiarimento ufficiale da parte della giunta. L’esponente dem conclude infatti il suo intervento annunciando una formale iniziativa consiliare per fare piena luce sui protocolli di sicurezza interni, affermando che “nel prossimo consiglio comunale sarà presentata certamente una interrogazione perché questi incidenti non devono ripetersi per la sicurezza di chi lavora e di tutti i cittadini che devono sentirsi tutelati ma in sicurezza”.





