Un appello a Giani e Manetti: salvate il museo del Risorgimento a Lucca
Luciano Luciani.
Nonostante il caldo equatoriale, a Lucca, presso il Real Collegio, martedì 19 agosto, all’interno della manifestazione IL POTERE DELL’IMMAGINAZIONE, in maniera piacevole perché cordiale e di qualità, si è argomentato intorno a uno dei libri più popolari al mondo, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, 1883; del suo protagonista, Pinocchio, simbolo della libertà e dello slancio della fantasia contro il perbenismo borghese; dell’autore di quel capolavoro, Carlo Lorenzini, per quasi un secolo nel giudizio della critica letteraria derubricato a scrittore minore e a narratore per ragazzi.
L’occasione per tornare a parlare dello scrittore fiorentino è stata offerta dall’anno bicentenario della sua nascita e da una pregevole pubblicazione Carlo Lorenzini, il padre di Pinocchio a 200 anni dalla nascita, MPF, 2025: l’ha scritto il lucchese Roberto Pizzi, che, da tempo, con acume intellettuale e acribia, percorre i territori impervi della storia risorgimentale toscana. Degna cornice dell’iniziativa un Real Collegio tirato a lucido, non troppo numerosi i presenti, ma accontentiamoci viste anche le pesanti condizioni climatiche, di grande interesse la discussione che si è sviluppata con vivace cordialità e che ha saputo restituire a Carlo Lorenzini il suo giusto spessore di uomo del Risorgimento profondamente inserito negli scontri, nelle lotte, nelle polemiche che hanno scandito, preceduto e seguito l’unità d’Italia.
Bene, una buona cosa, magari da ripetere prima che l’anno centenario si esaurisca.
Un’iniziativa che, certo, avrebbe trovato un suo più coerente e opportuno spazio negli ambienti del locale Museo del Risorgimento… Se questo, di recente, non fosse stato brutalmente dismesso dall’Amministrazione Provinciale di Lucca e da chi, a tutt’ora, ne è la guida, dopo un’inaugurazione in grande spolvero nel marzo 2013: atto conclusivo di costosi lavori di ristrutturazione finanziati dalle due Fondazioni bancarie cittadine e dalla Regione Toscana. Orbene, davvero questi Enti non hanno proprio nulla da dire circa l’evidentissimo spreco di risorse pubbliche messo in atto con la chiusura del MuR? E la Regione Toscana, che pure a tali spese ha partecipato, nelle persone della sua Assessora alla cultura, Cristina Manetti, e del suo presidente, Eugenio Giani, ha contezza di tale situazione? Hanno coscienza, il Giani e la Manetti che chiudere un museo, dismetterlo, renderlo inagibile, nella comunità d’appartenenza introduce un vulnus difficilmente rimarginabile? Hanno presente queste due importanti figure pubbliche che in una città, Lucca che soffoca, oltre che di caldo, di overtourism; dove un imprenditore privato delle spettacolo non si fa scrupolo di prevedere per il buon successo delle sue iniziative uno sfregio permanente al più importante monumento della Città murata; in cui, all’indomani della pandemia di Covid -19, hanno chiuso i battenti ben tre librerie, un’istituzione culturale come il MuR, messa nelle condizioni di ben operare, potrebbe contribuire a sviluppare utili antidoti ai non pochi mali della nostra contemporaneità?





