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Trump, Netanyahu e Orban, le scommesse di Giorgia Meloni

Francesco Cundari su Linkiesta ironizza sulla bontà della politica estera della presidente del consiglio dei ministri Giorgia Meloni. Scrive: “Dopo avere puntato tutte le sue carte sul rapporto privilegiato con Donald Trump e sulla possibilità di fare «da ponte» tra Stati Uniti e Unione europea, quella stessa Unione europea che l’intera amministrazione Trump definiva in modi irripetibili e dichiarava apertamente di voler sfasciare; dopo avere garantito massimo appoggio e solidarietà a Benjamin Netanyahu (fino al punto da dichiarare pubblicamente, tramite il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che il governo italiano non avrebbe eseguito il mandato della Corte dell’Aja contro di lui); dopo tutto questo e molto altro ancora, in gennaio, Giorgia Meloni non ha esitato a registrare un videomessaggio elettorale, da presidente del Consiglio in carica, assieme al peggio dell’estrema destra mondiale (dal suo stesso vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, al summenzionato Netanyahu) a favore del primo ministro ungherese Viktor Orbán, principale pupazzo di Vladimir Putin in Europa, apertamente sostenuto tanto dal regime russo quanto dall’amministrazione Trump al preciso scopo di scardinare l’Ue. La clamorosa sconfitta del padre della «democrazia illiberale», salutata come una liberazione da Ursula von der Leyen e da tutti i democratici europei, vede dunque il governo italiano e la nostra presidente del Consiglio nell’incongrua posizione degli sconfitti, ancora una volta, assieme a Trump e a tutti i nemici dell’Europa. E meno male che la politica estera era il suo forte”.

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Dopo la morte di Romano Luperini ho

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