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Sanità’

Troppi pregiudizi sulla nomina di un infermiere a capo dell’Agenzia Regionale della Sanità

A professional and focused Asian female doctor in scrubs is working and reading medical research on her laptop in her office at a hospital.

Luigi Alberti.

Una nomina, e tante polemiche. Forse troppe e con eccessivi pregiudizi. La domanda di fondo resta una: può un infermiere dirigere l’Agenzja Regionale della Sanità? Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ci ha pensato un po’ e alla fine si è deciso assegnando a Giovanni Grasso, già candidato di Casa Riformista prima in Regione poi al comune di Arezzo, il delicato incarico che ha scatenato molti mal di pancia. Che il presidente degli infermieri non abbia i titoli è sembrata una osservazione pretestuosa e troppo corporativa. Che Grasso abbia le stesse competenze del suo predecessore è da verificare, ma come ha ribadito il diretto interessato sulle colonne del Corriere di Arezzo, l’incarico interesserà temi e spazi di carattere organizzativo e gestionale, aspetti che gli stessi medici hanno riconosciuto al leader degli infermieri che è anche dirigente di una importante struttura sanitaria convenzionata con la Regione.

Giani ha fatto una scelta politica ben precisa ed è andato a selezionare uno che la materia la conosce. Una cosa è certa della Agenzia Regionale in questione pochi conoscevano le competenze. Non è da escludere che Giani possa integrare il quadro con un tecnico più legato alla professione medica. Ultima annotazione, Grasso non è l’unico infermiere ad assumere incarichi di livello in Regione. Sei mesi fa a capo del distretto Valdichiana venne chiamato Roberto Francini, apprezzato infermiere e nessuno ebbe nulla da ridire.

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